“Santa Rita mi ha detto di ucciderla”. Con queste parole un 40enne mentalmente instabile, ha confessato di aver ucciso la zia. La donna di 70 anni è stata trovata morta nel pomeriggio di sabato con una ferita da taglio alla gola nella sua abitazione a Fonte di Campo di Vallefiorana, una frazione di Ascoli Piceno. Durante la notte i carabinieri hanno arrestato il nipote reo confesso, che ora si trova nel carcere di Marino del Tronto.

L’uomo, con problemi psichici, dopo molte ore in silenzio davanti ai carabinieri e allo psicologo, alla fine raccontato quanto è avvenuto. L’avrebbe colpita a morte in un momento di scarsa lucidità con un coltello da cucina: “Santa Rita mi ha detto di ucciderla”, la sua confessione. La versione del nipote coincide con le prime verifiche tecniche portate avanti dai militari del Nucleo investigativo dei carabinieri. Lui e i suoi genitori vivevano con la vittima. Tutti e tre sono stati ascoltati a lungo dai militari e dal pm Mara Flaiani. Ma le attenzioni degli investigatori fin da subito si sono subito focalizzate sul 40enne, affetto da seri problemi mentali.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il delitto è stato compiuto nel pomeriggio. Quando il padre e la madre sono tornati a casa, il 40enne ha detto: “E’ morta zia”. La coppia è entrata in casa e ha trovato il cadavere della donna, sorella della madre dell’omicida, a terra sotto il tavolo. Poco distante un coltello da cucina insanguinato. L’uomo – che si è inizialmente chiuso in un mutismo assoluto, in stato di choc – al momento del ritrovamento aveva tracce di sangue sugli abiti.

“Dietro questa storia c’è un ragazzo con gravi problemi che, purtroppo, in un momento di non lucidità ha ucciso la zia con un fendente al collo”, ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno Ciro Niglio. L’accusa per il 40enne, rinchiuso dalle prime ore di questa mattina nel carcere di Marino del Tronto in attesa dell’udienza di convalida del fermo, è di omicidio volontario. Ma per il 40enne – difeso dall’avvocato Silvio Venieri, presente al momento della confessione – è molto probabile che venga eseguita una perizia psichiatrica per stabilire se al momento del fatto era capace di intendere e di volere.