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Numeri fantasma, sim intestate a pakistani e le intercettazioni, così sono state ritrovate le sorelle scomparse e ritrovate a Formia

Un caso che il decreto di fermo emesso dalla Procura ricostruisce passo dopo passo, a partire dalle intercettazioni e dai contatti telefonici monitorati dagli investigatori
Numeri fantasma, sim intestate a pakistani e le intercettazioni, così sono state ritrovate le sorelle scomparse e ritrovate a Formia
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Una trama fatta di telefonate, numeri fantasma e sim acquistate illegalmente. È dentro questo reticolo che gli inquirenti collocano il sequestro delle due sorelle sottratte alla casa famiglia in Abruzzo e ritrovate a Formia in un caseggiato popolare dove erano segregate, come ha spiegato il procuratore capo di Sulmona. Un caso che il decreto di fermo emesso dalla Procura ricostruisce passo dopo passo, a partire dalle intercettazioni e dai contatti telefonici monitorati dagli investigatori. A finire in carcere sono la madre delle bambine, Valentina D’Acunto, il compagno Vincenzo Esposito e il nonno materno Marco D’Acunto, tutti accusati di sequestro di persona aggravato in concorso. Secondo quanto ricostruito, il piano sarebbe stato organizzato nei dettagli nei giorni precedenti alla scomparsa delle minori.

Il quadro investigativo parte dal 5 giugno, quando la madre riceve due telefonate da numeri poi risultati intestati a due presunti cittadini pachistani inesistenti all’anagrafe. Il giorno successivo, quello del sequestro, sarà proprio uno di quei numeri a essere richiamato da uno dei protagonisti della vicenda. Poi il silenzio. Da quel momento, secondo gli inquirenti, la linea telefonica della donna smette di essere utilizzata. Le indagini hanno poi permesso di risalire alle schede Sim, inserite in un più ampio giro di almeno dieci utenze acquistate illegalmente a Napoli, sette delle quali ancora attive. Le intercettazioni successive sui telefoni dei familiari hanno contribuito a definire un quadro ritenuto dagli investigatori sempre più preciso, fino alla decisione del fermo.

Nel giorno precedente al blitz, le due sorelle erano state tenute in un appartamento delle case popolari di Formia, ospiti di un’anziana parente della madre, oggi indagata a piede libero. Per circa quindici giorni, secondo quanto emerso, le ragazze avrebbero vissuto in una stanza, senza uscire, con la sola compagnia della televisione. Con loro anche un telefono cellulare nascosto in una scatola di panettone, alimentato da una Sim intestata a un nome fittizio.

È proprio attraverso una videochiamata tra le minori e la madre che gli inquirenti avrebbero maturato il sospetto decisivo, fino a far scattare il blitz dei carabinieri. All’arrivo delle forze dell’ordine, le ragazze avrebbero opposto resistenza, dichiarando di voler restare con la madre. “Quando le abbiamo trovate non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse nella stanza”, ha spiegato il procuratore di Sulmona Luciano D’Angelo. Le due sorelle sono poi state accompagnate fuori dall’appartamento solo grazie all’intervento di un’assistente sociale, tra la presenza di alcune persone radunate nel cortile. Successivamente sono state collocate in una nuova struttura protetta.

Nel frattempo, dalle dichiarazioni raccolte emergono anche frammenti delle ultime fasi del sequestro: il prelievo dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, il trasferimento a Formia e la consegna a una “zia” materna, oggi coinvolta nell’inchiesta per aver ospitato le minori pur non avendo rapporti con la famiglia da oltre dieci anni. Secondo la Procura, la vicenda non avrebbe radici criminali in senso stretto, ma si inserirebbe in un contesto di conflitto familiare degenerato. “Una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità ma con un amore genitoriale malato”, ha osservato il procuratore D’Angelo. Restano ora da chiarire i passaggi ancora oscuri del piano e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti. Le indagini proseguono per definire l’intera rete di contatti e il ruolo delle singole persone che, secondo gli investigatori, avrebbero contribuito alla pianificazione del sequestro.

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