L’ha scritto la grande stampa nazionale a ranghi compatti, compresi noi del Fatto Quotidiano. Sarà che l’antefatto autentico risaliva a pochi giorni prima, e si incastrava in un mosaico di uscite razziste e d’estrema destra in crescendo. Qualche giorno fa l’account ufficiale di Fabrizio Bracconieri, l’ex pacioso Bruno Sacchi dei “Ragazzi della 3 C”, era stato sospeso per una sparata xenofobo-islamofoba indirizzata a uno dei bersagli preferiti dai neofascisti e populisti (insieme a Laura Boldrini), l’ex ministro di colore Cécile Kyenge: “Non dici niente dei tuoi fratelli merde Muslim? Sei abituata, conosci i vostri usi con capre no? Fate schifo! Viaaa”. Ieri pomeriggio avevamo salutato tutti quindi con sgomento l’istantaneo ritorno-choc su Twitter del Fabrizione nazional-televisista: “Sono tornato merde” ha cinguettato con ben poca grazia dopo il presunto “sblocco” sul social.

Per poi aggiungere: “Mi censurano perché sono scomodo e dico la verità”. E ancora: “Pensavo una cosa! Riempiono di vaccini i nostri bambini ma GUARDACASO il vaccino per la malaria non c’è lo fanno! Lo stato è pro-invasione!”. E inoltre (lasciamo invariate le sgrammaticature perché Sacchi prendeva sempre 3 in italiano): “La malaria cera pure in Italia e vero ma perché c’erano le paludi! E indovinate chi le ha tolte le paludi in Italia????? DI CERTO NON IL PD”.

Ebbene, abbiamo preso un clamoroso granchio di massa. Trollati da uno studente universitario in Medicina che si sta divertendo a incarnare i panni dell’esagitato Bracconieri. “Fabri Bracco” è il nome che ha dato al suo account fake su Twitter, aperto domenica. Il guaio è che un numero inenarrabile di persone l’ha scambiato per quello vero. Noi ne abbiamo parlato col diretto protagonista “parallelo”. “Il profilo dell’ex Terza C è @FabriBracco64. È stato bloccato e non è più tornato online. Io ho semplicemente approfittato del blocco per creare, a ridosso del ban, un nuovo account: @FabriBracco_64. Che è immediatamente passato per la sua nuova pagina Twitter quando non stava scritto da nessuna parte lo fosse”.

“Ho pubblicato i primi due tweet e sono stato sospeso, a mia volta, per due giorni. Che spasso retwittare i numerosi tweet di solidarietà composti da gente che davvero pensava avessero ribloccato Bracconieri per censurarlo. Roba del tipo: “Siamo in dittatura… Massima solidarietà a #FabrizioBracconieri”. Su Twitter questo troll che ci ha gabbati tutti si fa chiamare “signor Harold”. E il confine tra genuino e fittizio si fa sempre più labile, materia da iniziati: “Leggendo articoli in Rete, ho poi twittato, Bracco ha twittato: “Lo ripeto, gran parte di chi mi critica ha foto di gatti nel profilo e guarda caso il gatto è un simbolo del terrorismo”. A quel punto ho cominciato a trollare in maniera sempre più scoperta. Conoscenti del vero Bracconieri l’hanno contattato su whatsapp, mostrandogli uno dei miei tweet (“Amici massoni mi dicono che esistono zanzare infette da malaria radiocomandate, guidate a distanza dal governo per infettarci”), e il povero Fabrizio lì a rispondere disperato: “L’ho visto? Che posso fare? Non sono io per favore, bloccatelo!”. Un “censurato” che reclama la censura.

Trollandoci, il giovin signor Harold ha contribuito in fondo a demistificare certi luoghi comuni della propaganda radical-destrorsa, in questi giorni più grevi e insostenibili che mai: “La cosa incredibile e centrale è l’assoluta mancanza di pensiero critico dell’utente medio. Si beve qualsiasi cosa legga senza mai porsi il dubbio che possa essere una boiata – ci racconta in conclusione -. Pensa che fin dapprincipio avevo compilato una bio con tanto di indizio per i più avvertiti: “Prima di tutto sono un tifoso romanista. Odio la Lazio”. Collega le lettere iniziali e avrai la parola “troll”. Ovviamente nessuno se n’è accorto”. Adesso ha scritto chiaramente “account parodia”. “Ma pochissimi guardano questi dettagli, e la maggioranza continua così a credere che il mio sia l’account ufficiale di Fabrizio Bracconieri”. Oggi gli ha scritto un dirigente di Forza Nuova. “Vogliono conferirmi un’onorificenza”.