L’uragano Irma ha provocato “almeno due morti e due feriti gravi”, sulle isole di Saint Martin e Saint Barthélemy. Lo ha annunciato il ministro francese d’Oltremare Annick Girardin. Il presidente francese Emmanuel Macron, dopo aver partecipato alla cellula di crisi al ministero dell’Interno, ha aggiunto che “i danni materiali sono considerevoli e che “il bilancio sarà duro e crudele”.

Dalla Gran Bretagna fanno sapere di aver inviato una nave della Marina nelle regioni colpite dall’uragano per fornire assistenza umanitaria. Priti Patel, il ministro dello Sviluppo internazionale, ha precisato che a bordo della Royal Navy saranno presenti marines ed esperti del genio militare con equipaggiamenti per purificare l’acqua e altri generi di supporto e aiuto. “I pensieri dei britannici vanno alle persone colpite dall’uragano Irma e la Gran Bretagna si è attivata rapidamente per far fronte a quanto sta accadendo”, ha aggiunto. Poco fa anche Cuba ha dichiarato lo stato d’emergenza, mentre un team dell’Onu è stato inviato nell’isola caraibica delle Barbados e altre squadre sono pronte a partire. Le Nazioni Unite hanno stimato che l’uragano colpirà circa 37 milioni di persone.

Nel frattempo in Florida, dove si pensa che il fenomeno colpirà sabato, sono cominciate le operazioni di evacuazione. In particolare le contee di Monroe e Miami-Dade sono in stato d’emergenza perché si trovano sulla traiettoria che gli esperti del Centro nazionale degli uragani prevedono manterrà Irma. “Rispettate gli ordini di evacuazione e fatelo rapidamente”, aveva detto poche ore fa il governatore della Florida Rick Scott. Entro questa sera, ha fatto sapere Scott, saranno mobilitati mille uomini della Guardia nazionale, e per venerdì ne sono stati richiamati in servizio 7mila. Il dipartimento di Stato Usa ha lanciato un allerta per i cittadini americani che intendono recarsi in questi giorni a Cuba, Haiti e Repubblica Dominicana, invitandoli a non partire. “Irma è più grande e più potente di Andrew”, ha continuato il governatore della Florida. Andrew, che colpì il Sunshine State nel 1992 facendo 65 morti, è stato il secondo uragano più distruttivo nella storia degli Stati Uniti.

L’uragano ha toccato oggi le isole di Saint Martin, Saint Barthélémy, Anguilla e Barbuda, nel mar dei Caraibi. L’elettricità è stata tagliata in alcuni quartieri e le linee telefoniche sono interrotte. Ridotta anche la distribuzione dell’acqua. A Saint Martin la prefettura è stata parzialmente distrutta, mentre a Saint Barthélemy la stazione dei vigili del fuoco è sotto un metro d’acqua e tutti i mezzi sono fuori uso. Per ora si parla genericamente di infrastrutture distrutte, ma non ci sono ancora dati precisi né un bilancio di eventuali vittime. Il premier di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, ha annunciato sui social network che le due isole sono state devastate da Irma, senza però precisare in cosa consistano i danni. A Saint Martin e Saint Barthélémy, secondo l’Ansa, stamattina 7mila persone si sono rifiutate di mettersi al riparo. Altre 10mila sono state portate in luoghi sicuri in Guadalupa. Come già annunciato ieri dai rispettivi governatori, oggi il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito che è stato dichiarato lo stato di emergenza nel Sunshine State, a Porto Rico e nelle Isole Vergini.

Nelle prossime ore l’uragano, che si sta muovendo a una velocità crescente di 26 km/h, si sposterà verso le parti settentrionali delle Isole Vergini, passerà vicino alla zona nord di Porto Rico e poi vicino o sopra la costa nord della Repubblica Dominicana, giovedì. Poi dovrebbe dirigersi verso le Bahamas, il nord di Cuba e arrivare in Florida alla fine della settimana, intorno a sabato. I meteorologi prevedono che Irma resterà di categoria 5, o eventualmente 4, nelle prossime 48 ore. Nelle scorse ore Irma ha fatto registrare venti a 295 km/h, il che lo rende l’uragano più intenso formatosi nell’oceano Atlantico dopo Allen, nel 1980. Secondo gli esperti le sue dimensioni superano quelle dell’intera Francia.

Allarme anche nelle Bahamas, dove il primo ministro Hubert Minnis ha comunicato che il suo governo ha ordinato l’evacuazione delle isole meridionali dell’arcipelago. Minnis ha detto che Irma – che ha definito un uragano “mostro” – rappresenta una minaccia per le isole di Mayaguana, Inagua, Crooked Island, Acklins, Long Cay e Ragged Island. Le persone che vivono in queste isole saranno trasferite oggi a Nassau nell’isola di New Providence. Si tratta, secondo il primo ministro, della più grande evacuazione dovuta ad un uragano nella storia del Paese. Minnis ha aggiunto che i soccorsi non saranno disponibili per salvare chi rimarrà nelle zone evacuate quando l’uragano arriverà al suo massimo livello, tra domani e venerdì.

Il volo su cui sta viaggiando Papa Francesco, che oggi arriverà in Colombia, è stato deviato prima della partenza, spostando il tragitto più a sud rispetto a quello previsto, per evitare l’uragano. Il volo papale sorvolerà quindi Barbados, Granada e Trinidad e Tobago, come è stato precisato dalla sala stampa vaticana.

E mentre Irma continua la sua corsa nel mar dei Caraibi, una nuova tempesta tropicale si è formata nel Golfo del Messico, Katia. Lo riferisce il centro americano per gli uragani, precisando che al momento la tempesta porta con sé venti a 65 km/h, che potrebbero rafforzarsi nei prossimi due giorni.