Cappuccio bianco, felpa, bermuda, cappellino in testa. Sono loro gli stupratori della spiaggia di Rimini, a Miramare. Quelli che all’altezza del bagno 130, la notte del 26 agosto hanno violentato ripetutamente una giovane polacca, pestato a sangue il suo ragazzo e poi abusato di una trans peruviana. Le telecamere di sorveglianza del bagno 130 hanno immortalato i volti dei quattro uomini, tanto gli inquirenti sarebbero vicini all’identificazione. Nella prima immagine a disposizione si vedono tre dei quattro violentatori di spalle. Il frame si colloca temporalmente dopo l’aggressione ai due turisti, quando il branco ha lasciato la spiaggia, e prima di incontrare la transessuale lungo la Statale. Mancherebbe all’appello il quarto uomo, quello di pelle scura che indossava una canottiera la notte delle aggressioni. Secondo le testimonianze delle vittime lui sarebbe il leader del branco, il più violento. In una registrazione video acquisita dalle telecamere del comune lungo la Statale, si vede il ragazzo con la canottiera trascinare a terra la trans.

La prima a riconoscerli è stata proprio la donna sudamericana. “Sono loro”, ha detto quando le hanno mostrato le foto. Li ha riconosciuti tutti. E ha riferito agli inquirenti che tutti nel gruppo parlavo italiano. Il ragazzo polacco, che ne ha identificati due, ha riportato che con loro parlavano inglese. La giovane turista, invece, ha avuto difficoltà anche solo a visionare le immagini dopo lo shock della violenza.

Intanto, il 1 settembre, un nuovo sopralluogo è stato fatto dalla polizia scientifica, a richiesta della Procura, nel punto dell’aggressione alla transessuale sudamericana. L’obiettivo è ritrovare un frammento della bottiglia usata dai quattro stranieri per minacciare la peruviana. La bottiglia di birra con cui è stato picchiato il polacco e i vestiti della ragazza, invece, sono stati repertati dalla polizia e ora si attendono i risultati scientifici per l’esame delle impronte digitali. E si moltiplicano anche le segnalazioni ai centralini da parte di persone che dicono di aver visto i quattro aggirarsi tra Miramare e Riccione nei giorni precedenti e successivi alle aggressioni. Alcune provengono da persone degli ambienti in cui i quattro si sarebbero mossi, pusher, kebabari e addetti alla sicurezza.  Anche stanotte sono stati  effettuati dei controlli serrati nella zona. Gli investigatori ritengono che i quattro stupratori siano ancora a Rimini.