L’Italia continua a bruciare. I Vigili del fuoco sono impegnati in queste ore in oltre 1000 interventi. Fin dalle prime ore del giorno gli equipaggi di Canadair ed elicotteri della flotta della Protezione civile hanno ripreso ad aiutare i soccorritori a terra nelle regioni del Centro-Sud. Oltre trenta da stamani solo le richieste di intervento aereo da Campania, Lazio, Toscana. Ma anche da Liguria, Sardegna e Calabria. Il fronte più critico resta la Campania.  Il Wwf lancia l’allarme per i gravi danni all’oasi di Astroni, tra Napoli e Pozzuoli, colpita dagli incendi di questi giorni. Preoccupa il grave rogo che si è sviluppato nel pomeriggio nella pineta di Castel Fusano, alle porte di Roma. Molte persone sono state costrette ad abbandonale le abitazioni.

A San Giuseppe Vesuviano, nel napoletano, il fuoco si è esteso durante la notte raggiungendo il territorio di Ottaviano. A bruciare è il Vallone della Profica dove da questa mattina è in azione un Canadair mentre gli elicotteri sono fermi a causa del forte vento. Ma il rogo situato a circa 600 metri di altitudine, fa sapere il Comune, non costituisce fonte di pericolo.
Ed è proprio il vento ad aver peggiorato la situazione. I roghi che si erano attenuati, sono tornati a divampare domenica, a causa del forte vento. “Da presidente della Comunità del Parco del Vesuvio mi sento di dire, a nome di tutti i sindaci: non ce la facciamo più“. Chi parla è Luca Capasso, sindaco di Ottaviano, che continua: “Qui c’è una emergenza nazionale ma nessuno vuole riconoscerlo. Non solo, sono stati commessi errori di valutazione anche in queste ore, come ad esempio aver mandato i canadair francesi indietro”. Risponde a stretto giro la Protezione Civile e spiega che i velivoli francesi “non sono stati mandati via da nessuno”. Ma che il rientro si è reso necessario a causa “dell’innalzamento del livello di rischio incendi nel territorio francese”. Ma il sindaco non ci sta: “Non si potevano allertare altri stati? Non sono un tecnico, ma tutte le mie perplessità sulla gestione di questa emergenza restano intatte” fa sapere in una nota. Sempre il sindaco chiede, ma non è il solo, lo stato di calamità naturale.

Una regia unica dietro gli incendi che si sono sviluppati in questi giorni sul Vesuvio. È una delle ipotesi investigative alla quale lavorano gli inquirenti delle tre procure che hanno avviato le indagini per reati che vanno dal disastro ambientale a incendio boschivo e distruzione di habitat. L-ipotesi sul tavolo delle procure di Napoli, Torre Annunziata e Nola al momento non [ suffragata da elementi di fatto.L’unico elemento che appare certo al di là di ogni ragionevole dubbio è la origine dolosa degli incendi e ciò sulla base di una serie di circostanze, già venute alla luce nelle primissima fase delle indagini:  caratteristiche degli inneschi, contestualità degli incendi,  distanza tra i vari focolai. E il fatto che una volta spenti siano stati riaccesi di notte negli stessi luoghi.

Intanto a Teggiano, nel salernitano, è stato arrestato un piromane. È accusato di incendio di area boschiva ricadente nel Parco Nazionale del Cilento, Alburni e Vallo di Diano. Il 24enne, di origini romene, è stato colto in flagrante grazie ad un carabiniere fuori servizio che, insospettito, lo ha seguito a piedi in località Pedemontana. Proprio in questa zona la scorsa settimana sono andati bruciati circa 80 ettari di macchia mediterranea. Il ragazzo è stato sorpreso mentre lanciava un oggetto infuocato tra le sterpaglie secche provocando un incendio per poi darsi alla fuga. E’ stato rintracciato poco dopo con addosso un accendino. Sottoposto agli arresti domiciliari è a disposizione della procura della Repubblica di Lagonegro. Altra area campana battuta da elicotteri e canadair per contenere le fiamme è nella provincia di Salerno, dove sono anche state evacuate delle abitazioni: la fascia del Cilento, a partire da centri come Agropoli e poi Conca dei Marini e Baronissi. “Dal Vesuvio al Cilento, passando per la collina di Posillipo ormai è una una vera mattanza ambientale – spiega Legambiente in una nota – in più di un mese ha mandato in fumo in Campania ben 2461 ettari di superfici boschive, pari al 84% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016″. Nel Cilento meridionale un incendio b sta interessando il comune di San Giovanni a Piro (Salerno) a circa 25 chilometri dal confine con la Basilicata. Le fiamme stanno interessando le località Hangar, Spineto e Valle di Natale. Il sindaco Ferdinando Palazzo ha firmato un’ordinanza con la quale dispone l’allontanamento ad horas dalle abitazioni interessati dall’incendio delle persone residenti e non. Nell’area i Vigili del Fuoco, personale della Protezione civile e i Carabinieri forestali si stanno prodigando per lo spegnimento dell’incendio ma, come sottolineato nell’ordinanza, “nonostante i notevoli sforzi, gli uomini e le attrezzature a disposizione risultano insufficienti a domare il fenomeno“.

In Sicilia la situazione sembra invece migliorare. Nella notte i vigili del fuoco hanno spento alcuni incendi divampati a Palermo in due capannoni utilizzati per conservare migliaia di cassette di legno. Il primo incendio, alla periferia orientale di Palermo, il secondo nella zona di Tommaso Natale. E’ stata aperta un’indagine. La polizia vuole accertare l’eventuale matrice dolosa degli incendi, una tesi avvalorata dalla coincidenza temporale dei roghi. Non è la prima volta che depositi di cassette di legno vengono distrutti dalle fiamme a Palermo. Nei mesi scorsi era già successo allo Zen, con danni ingenti.

Un altro piromane è stato poi arrestato a Sciacca, Agrigento. L’uomo, incensurato, è stato sorpreso ad appiccare le fiamme ad alcuni mucchi di sterpaglie in prossimità di un terreno incolto nelle immediate vicinanze del centro abitato. A notarlo, poco dopo le 7, è stato un militare. Che poi ha spento il fuoco evitando il peggio. Nelle tasche dell’uomo sono stati trovati due accendini. Le indagini si concentrano sugli incendi degli ultimi giorni che hanno costretto interi caseggiati all’evacuazione. Gli investigatori stanno accertando se questi roghi, verosimilmente dolosi, siano in qualche modo attribuibili al piromane individuato. La Procura di Sciacca ha disposto gli arresti domiciliari per l’uomo.

In Salento è stato sventato un incendio nel Parco regionale ”Bosco e paludi di Rauccio”. Un pensionato è stato  scoperto in flagranza di reato mentre tentava di appiccare il fuoco. I carabinieri forestali hanno notato l’uomo accovacciato su alcune sterpaglie a bordo strada mentre tentava ripetutamente di appiccare il fuoco con un accendino. Quando ha visto la pattuglia, se ne è liberato. Il pensionato di 68 anni è stato denunciato con l’accusa di tentato incendio dai militari.


Sono proseguite anche nella notte le operazioni di soccorso in Toscana. Proprio nella regione un pompiere di 55 anni, stremato da 20 ore di lavoro, si è sentito male mentre domava un incendio a Montale ed è stato ricoverato in codice rosso al pronto soccorso.

“Questa è una guerra, inutile utilizzare parole diverse – commenta Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, dove il comune è  lavoro per ripristinare l’area colpita dal terribile incendio divampato domenica a Marina di Grosseto . La situazione, seppur critica, sta rientrando sotto controllo. Per il sindaco “l’impressione che si ha è di un piano e di una organizzazione che sta dietro a questi incendi, la cui natura dolosa mi pare difficile da negare”. Ed infatti nel pomeriggio è stato trovato un innesco vicino all’area del rogo in pineta, nella zona di Fiumara, tra Marina e Castiglione della Pescaia. I carabinieri hanno sequestrato una matassa formata da lana e cotone imbevuti di materiale infiammabile. L’innesco è stato trovato non lontano dove sono bruciate in un parcheggio sei auto, una roulotte e alcune baracche di legno.

Nel pistoiese, dove si è lavorato tutta la notte, sono state evacuate una cinquantina di persone in un paio di paesi, tra cui gli ospiti di un agriturismo, struttura che non ha subito danni. Gli evacuati hanno avuto ricovero nei locali della Misericordia di Montale o presso parenti. I vigili del fuoco sono al lavoro con squadre anche provenienti da altre province (Firenze, Prato e Massa), con elicotteri e aerei del servizio nazionale. La situazione, riferiscono i vigili del fuoco, sta migliorando ma non è ancora completamente sotto controllo. Un ampio incendio di sterpaglie minaccia alcune abitazioni sulla strada regionale 68 direzione colle Valdelsa. L’incendio boschivo iniziato nel primo pomeriggio di domenica a Tobbiana, nel comune di Montale sta interessando anche Pistoia. In comune precisa che “il fronte è esteso e sono ben visibili colonne di fumo che si innalzano verso l’alto”. La Usl toscana consiglia di tenere le finestre chiuse.

Ancora roghi di sterpaglie a Roma. Dopo l’incendio di questa notte sulla via del Mare all’altezza di Vitinia, nel quadrante sud della capitale, in tarda mattinata un focolaio si è sviluppato in via di Grottarossa, in un campo proprio di fronte all’ospedale Sant’Andrea. Per permettere le operazioni di spegnimento delle fiamme, la strada è stata chiusa. Le fiamme hanno richiesto l’intervento oltre che dei Vigili del Fuoco, anche di due elicotteri e di squadre di volontari della Protezione civile regionale. I primi ad intervenire sono stati gli addetti dell’ospedale che hanno cercato di arginare le fiamme con gli estintori della struttura ospedaliera. L’incendio ora risulta spento. Nella notte i pompieri hanno effettuato almeno 60 interventi. Non solo a Roma, ma anche a Cerveteri, Cesano, Anguillara, al lago di Martignano, a Civitavecchia e Ostia. E proprio nella pineta di Castelfusano del quartiere litoraneo di Roma la situazione si è aggravata in giornata.

In Liguria, ancora fumo e fiamme nei boschi di Zignago, in alta Val di Vara nell’entroterra de La Spezia. Da ieri pomeriggio un vasto incendio sta impegnando squadre di vigili del fuoco e volontari. Il fronte vicino al borgo di Serò sembra domato ma resta sorvegliato