Sportellate, sverniciate, sorpassi a ripetizione e boati in tribuna. Il gran premio di Assen della MotoGp è un trionfo per Valentino Rossi, alla sua prima vittoria nella stagione. Ma è soprattutto il trionfo dei tifosi. Quelli italiani, felici per la doppietta con Petrucci. Quelli sportivi, per il duello a quattro, poi a tre, poi a cinque, che vede i migliori piloti (e non le moto) darsele di santa ragione. Rossi, Marquez, Petrucci, Dovizioso, Zarco, Crutchlow. Tutti contro tutti per mezz’ora abbondante. E pazienza se non proprio tutti i colpi sono sopra la cintura.

Trionfano anche i tifosi un po’ meno sportivi, quelli che se la ridono mentre vedono cadere Maverick Vinaleslow side in un cambio di direzione a 14 giri dalla fine – e rientrare ai box Jorge Lorenzo. Il maiorchino, non pervenuto mentre Dovizioso risale la classifica e si piazza in testa al mondiale, rientra mestamente dopo una gara talmente scialba da non meritare inquadrature. Rossi, 38 anni e non sentirli, sembra invece un ragazzino. Ma un ragazzino con il cervello: piazza pochi sorpassi, mirati. Si lascia passare quando la pista comincia a bagnarsi, poi mette una sola zampata e va a vincere con Petrucci letteralmente incollato alla ruota. Petrucci non è da meno: la sua Pramac Ducati lo mette nelle condizioni di arrivare sempre davanti nelle staccate, dove Rossi ha qualcosa in più. Di suo.

Dietro, Dovizioso e Marquez fanno qualche errore di troppo mentre Crutchlow risale dal blocco degli inseguitori e si inserisce. Conto dei sorpassi assolutamente non calcolabile, qualcuno lo dica agli organizzatori della F1. E qualcuno lo dica anche alle televisioni: Guido Meda su Sky sembra indemoniato. Può piacere o meno, ma è la rappresentazione esatta di quel che accade in pista. Al diavolo la tecnica, l’aerodinamica, le soste ai box, persino la pioggia: quando le gare sono così la voce si rompe nelle incitazioni e nei moti di sorpresa. Manco ci fosse lui in sella.

Solo dopo, ad adrenalina sfogata, è tempo di conti. E i conti dicono che quattro piloti si giocano il mondiale alla pari: Dovizioso, Vinales, Rossi e

Marquez. A metà stagione tra il primo e il quarto ci sono 11 punti. Tutti sono caduti almeno una volta. Marquez e Vinales – i più spavaldi – due. Rossi, considerando infortuni ed età, è ancora una volta il più continuo ed è una macchina da gara. Ma Dovizioso ha una Ducati in crescita continua. Solo Lorenzo sembra non essersene accorto.