L’obiettivo della Polizia era capire in quale momento la folla radunata in piazza San Carlo a Torino per guardare la finale di Champions tra Juventus e Real Madrid avesse iniziato a muoversi impazzita travolgendo persone e cose. Visionando le immagini dei tanti video sui cui gli investigatori della Digos si stanno consumando gli occhi da ore è stato individuato un ragazzo a torso nudo, con lo zainetto sulle spalle, fermo nel caos della piazza, le braccia aperte. Una ricerca che non si è conclusa: i detective continuano a guardare fotogramma dopo fotogramma tutte le immagini che possono far ricostruire tutto l’accaduto.

È stato lui a innescare l’allarme che ha provocato il ferimento di 1527 persone tra cui un bimbo di 7 anni in gravi condizioni? Gli inquirenti sono al lavoro e secondo quanto apprende il FattoQuotidiano.it il pm titolare dell’inchiesta sta interrogando. Un’ipotesi quella del giovane che si vede nelle immagini anche secondo l’Ansa non si tratterebbe di quella più accreditata. Questa mattina il questore di Torino aveva chiesto ai cittadini presenti di fornire tutte le informazioni possibili per stabilire la dinamica degli eventi lanciando un appello. Secondo il Corriere della Sera e la Repubblica due ragazzi avrebbero ammesso la “bravata”.

Il procuratore capo a Torino, Armando Spataro, “smentisce notizie secondo cui allo stato si procede per il reato di procurato allarme” in relazione a quanto accaduto ieri sera in piazza San Carlo durante la proiezione della finale di Champions League. “Ogni ipotesi potrà essere formulata solo dopo la ricostruzione della dinamica dei fatti”. Quella del procurato allarme è una delle ipotesi allo studio di investigatori e inquirenti nel quadro degli accertamenti.

Prima di questo momento tutto sembrava filare liscio. Poi la folla che si apre e comincia a correre. Un’isteria collettiva che ha portato molte persone a sentire frasi come “c’è un tir”, “Allah Akbar”, “bomba”. “Dobbiamo muoverci, siamo in guerra“, diceva un ragazzo temendo si fosse trattato di un attentato terroristico. Una paura che molti, nel caos di quei primi momenti, avevano: “Qualcuno mi ha detto di aver sentito urlare ‘Allah Akbar’ – raccontava più tardi un ragazzo toscano in un momento di calma -. Mi hanno anche detto che c’era un camion“. A molti tornavano in mente le immagini di Nizza, Berlino e quelle più recenti di Manchester.