Sono 1527 le persone “soccorse e medicalizzate” tra gli ospedali di Torino e dintorni dopo il cedimento di una transenna provocato dalla folla presa dal panico e dalla psicosi da attentato terroristico in piazza San Carlo a Torino durante la proiezione su maxi-schermo dell’incontro Juventus-Real Madrid.

In una nota congiunta di prefettura, Comune di Torino, questura di Torino, Guardia di finanza che sono tre le persone persone in codice rosso fra cui un bambino ricoverato al Regina Margherita, il piccolo ha riportato un trauma cranico e toracico: è stato necessario intubarlo ed è ricoverato in rianimazione. Stabili, secondo fonti sanitarie, anche le condizioni della ragazza, di cui non sono ancora note le generalità, che è in prognosi riservata all’ospedale Molinette. Mentre al San Giovanni Bosco è in rianimazione una donna di 38 anni, andata in arresto cardiaco probabilmente per schiacciamento, ed è ricoverato anche un uomo di 66 anni con trauma toracico e ematoma lacero contusivo frontale.

La procura ha avviato un’indagine per far luce sulle cause e sulle responsabilità di quanto accaduto, ipotizzando il procurato allarme. Il caso viene seguito con attenzione anche dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che oggi ha chiamato la sindaca di Torino Chiara Appendino e il ministro dell’Interno Marco Minniti. Questa mattina piazza San Carlo, dove c’è stato il fuggi fuggi generale, è stata ripulita dalla marea di rifiuti e oggetti rimasti a terra. Resta invece transennata la zona del passaggio al parcheggio sotterraneo, dove ci sarebbe stato il maggior numero di feriti gravi.

Due indirizzi e-mail per fornire informazioni utili alla ricostruzione dei fatti di piazza San Carlo. Sono quelli messi a disposizione della Questura di Torino, che d’intesa con la procura sta effettuando gli accertamenti utili a stabilire che cosa abbia scatenato il panico, e le eventuali responsabilità, tra i tifosi che assistevano alla finale Champions dal maxi schermo.  Gli indirizzi mail sono quello dell’ufficio stampa della Questura, ufficiostampa.questura.to@poliziadistato.it, e quello della Digos, digos.quest.to@pecps.poliziadistato.it. Per essere ricontattati dal personale preposto agli accertamenti investigativi, precisa ancora la Questura, occorre lasciare un recapito e-mail o telefonico.