Encefalite. È un’infiammazione dell’encefalo che ha ucciso il piccolo Francesco, il bambino di 7 anni arrivato in coma e poi morto il 27 maggio nell’Ospedale Salesi di Ancona, dopo essere stato curato a casa per un’otite bilaterale solo con preparati omeopatici. Il primo responso dell’autopsia, eseguita dal medico legale Mauro Pesaresi, dovrà essere comunque completato con l’esito degli esami istologici e il dettaglio dei preparati omeopatici somministrati al bimbo per stabilire le cause dell’infezione.

Al momento nel registro degli indagati sono finiti il medico omeopata e i genitori del bambino. Nella notte tra il 27 e il 28 maggio è stata perquisita la casa del dottor Massimiliano Mecozzi: i carabinieri hanno sequestrato farmaci, telefoni, computer e ricettari. Gli è stata notificata l’informazione di garanzia per omicidio colposo. Indagati anche i genitori del piccolo, due commercianti: i militari hanno hanno prelevato nella loro casa farmaci e telefoni. Gli organi del piccolo sono stati donati. All’esame autoptico hanno partecipato i periti di parte dei tre indagati.

L’indagine è condotta dalla Procura di Urbino, dato che l’assunzione dei farmaci omeopatici è avvenuta a casa del bambino, a Cagli. Uno dei nonni di Francesco aveva annunciato l’intenzione di denunciare il medico, con un numerosa clientela interessata ai suoi metodi di cura a base di preparati omeopatici e due studi, uno a Pesaro e uno a Fano. Mecozzi seguiva il bambino da vari anni e lo aveva trattato in passato per altre otiti, sempre con farmaci omeopatici. Gli stessi che ha prescritto al piccolo da una quindicina di giorni a questa parte, finché le condizioni di Francesco sono peggiorate a tal punto che è stato necessario il ricovero all’ospedale di Urbino, dove sono stati riscontrati danni cerebrali, e un trasferimento d’urgenza all’ospedale Salesi di Ancona. Qui è stato tentato invano un intervento.