Decesso per morte cerebrale. Non ce l’ha fatto Francesco, bambino di 7 anni ricoverato ad Ancona dopo che per 15 giorni la sua otite bilaterale era stata curata con l’omeopatia. Secondo i medici avrebbe avuto invece bisogno di una terapia antibiotica tempestiva. L’ospedale Salesi ha trasmesso una segnalazione sul caso alla procura di Ancona e alla procura dei minori. Il nonno poco dopo la notizia, interpellato dalla stampa ha annunciato che la famiglia denuncerà il medico omeopata.

In un’intervista al Resto del Carlino di oggi, proprio il nonno di Francesco aveva dato alcuni dettagli sulla gestione della malattia del bambino. “Il medico omeopata”, ha detto, “ha spaventato a morte mia figlia. Quando lei lo supplicava di dare l’assenso per portare il bimbo in ospedale perché lo vedeva peggiorare, lui le ha risposto che gli avrebbero somministrato tachipirina con la conseguenza di farlo diventare sordo. Non solo, sarebbe potuto finire in coma epatico. Li ha come paralizzati dalla paura”. Il dottor Mecozzi aveva anche dato indicazioni specifiche per una cura alternativa: “Ogni tot minuti gli venivano dati dei granuli di prodotto, e mia figlia sempre accanto al letto. Eravamo convinti che fosse come le altre volte”. La famiglia per tutta la durata della malattia non ha mai chiamato il pediatra: “Il bambino”, ha continuato il nonno, “dall’età di tre anni non aveva mai preso antibiotici, superando otiti e influenze, e per questo abbiamo continuato a seguire il dottor Mecozzi”. Sempre il medico omeopata avrebbe detto che nonostante la febbre a 39 tutto “andava per il meglio” e che la famiglia “doveva stare tranquilla”. Poi la notte del ricovero ha semplicemente detto di essere fuori casa.

Il bambino, originario di Cagli, in provincia di Pesaro Urbino, era seguito da tre anni da un medico omeopata di Pesaro, dottor Massimiliano Mecozzi, ai quali i genitori si erano affidati anche per l’otite bilaterale che aveva colpito il piccolo. Mercoledì 24 maggio era stato ricoverato nel reparto di rianimazione “in uno stato comatoso grave” dopo aver perso conoscenza. Inizialmente il padre e la madre lo hanno portato all’ospedale di Urbino, dove una Tac ha rivelato gravi danni al cervello. Il bambino è stato poi trasferito al centro pediatrico Salesi, dove è stato tentato un intervento chirurgico per la rimozione dell’ascesso cerebrale. Il bollettino medico diffuso il 26 maggio da Alfredo Cordoni, direttore sanitario degli Ospedali Riuniti di Ancona, aveva attestato la gravità della diagnosi, dopo “l’ultima valutazione dei parametri vitali, respiratori, cardiocircolatori ed elettroencefalografici” di Francesco.

Sabato il peggioramento delle condizioni: “Abbiamo avviato le procedure per l’accertamento della morte cerebrale” aveva dichiarato in mattinata il primario, Fabio Santelli, ai giornalisti. In ospedale si trovava anche la famiglia di Francesco, che ha allontanato i cronisti: “Andate via, vi sembra il momento?” ha chiesto la madre: “State solo approfittando del nostro dolore”. Il nonno, molto arrabbiato per la presenza della stampa, ha detto: “Cosa dobbiamo commentare? E’ stata dichiarata la morte cerebrale del bambino, non c’è altro da dire”. E ha aggiunto: “Non parliamo con nessuno, d’ora in poi parleremo solo attraverso i nostri avvocati”. Quando i giornalisti gli chiedono se la famiglia intende denunciare l’omeopata, il nonno risponde con decisione: “Sì, senz’altro”.

 

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