L’attesa seconda stagione di Master of photography, primo talent show europeo sul mondo della fotografia, andrà in onda dal 25 maggio per 8 puntate, tutti i giovedì alle 21.10 su Sky Arte HD, canali 120 e 400 di Sky (e su Sky Uno HD alle 23.15) in contemporanea in 5 Paesi (Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria).

Il programma, al quale parteciperanno anche ospiti d’eccezione  tra i quali l’attore Clive Owen, l’atleta Bebe Vio e i fotografi di fama internazionale tra i quali Martin Parr, Steve McCurry, David Alan Harvey, Ezra Show, Siegfried Hansen, Donna Ferrato e Carla Kogelman, è una realizzazione di Sky Arts Production Hub, il nuovo polo di produzione europeo dedicato alla creazione di programmi sull’arte e di contenuti artistici culturali rivolti ai 21 milioni di abbonati in Italia, Germania, Austria, Irlanda e Regno Unito.

 Dodici concorrenti di differenti nazionalità ogni settimana cercheranno di guadagnarsi il titolo di miglior talento europeo della fotografia attraverso delle sfide a tema e di aggiudicarsi un premio di 150.000 euro. A giudicarli una giuria d’eccezione composta dal maestro Oliviero Toscani, la pluripremiata photoreporter Darcy Padilla e Caroline Hunter, picture editor del prestigioso Guardian Weekend Magazine, maestri della fotografia di fama internazionale e veri e propri punti di riferimento del settore.

Master Of Photography – dice Roberto Pisoni, direttore di Sky Arte HD – è un programma che cerca di raccontare l’intero processo della fotografia, dal contesto al rapporto con il soggetto, dalla post-produzione alla stampa, e di trasmettere il valore aggiunto di uno sguardo d’autore in un momento in cui scattare fotografie è diventata per tutti un’attività quotidiana. Lo scopo del programma è quello di far emergere fotografi professionisti o amatori di talento che sanno misurarsi con quest’arte, non il primo dilettante che posta foto su Instagram. Il successo europeo della prima edizione ci indica che il nostro punto di vista ha incontrato il gradimento sia degli appassionati che dei semplici curiosi”.