Televisione

“Oggi devi avere un’opinone su tutto, io vorrei far parte del partito del ‘non lo so’. I social? Si possono dire anche le cose più disturbanti, cattive, infamanti. I comici non possono più”: così Alessandro Siani

Il comico, dal 23 settembre in giuria a Tale e Quale Show, racconta la collega e riflette anche sui social: “Tutti scrivono quello che pensano, ma non tutti pensano a quello che scrivono. Oggi si inizia a giudicare molto prima di essere boomer”

di Redazione FqMagazine
“Oggi devi avere un’opinone su tutto, io vorrei far parte del partito del ‘non lo so’. I social? Si possono dire anche le cose più disturbanti, cattive, infamanti. I comici non possono più”: così Alessandro Siani

“Lei (Elettra Lamborghini, ndr) ha la capacità, in maniera naturale, quindi contro ogni intelligenza artificiale, di essere molto simpatica. Mi piace molto questa sua naturalezza: la prima cosa che pensa la dice. Malgioglio invece gioca non solo sulla prima cosa che gli viene in mente, ma anche sull’ultima”. A parlare è Alessandro Siani, che dal 23 settembre sarà in giuria a Tale e Quale Show.

Al Corriere della Sera, Siani riflette anche sul bisogno, sempre più diffuso, di avere un’opinione su qualsiasi cosa. In una società in cui “dire ‘non lo so’ è una sconfitta: devi avere un’opinione su tutto“, lui vorrebbe invece far parte del “partito di quelli che dicono ‘non lo so’”.

E sui social aggiunge: “Tutti scrivono quello che pensano, ma non tutti pensano a quello che scrivono. Il comico una volta era colui che poteva dire tutto, poteva essere irriverente e per questo veniva osannato, perché diceva quello che tutti pensavano e non potevano dire. Oggi sui social si può dire di tutto, anche le cose più disturbanti, cattive, infamanti. Il comico invece non può”.

Siani osserva poi come sia cambiato anche il modo di giudicare gli altri: “Un tempo gli anziani erano visti come quelli che borbottavano sempre, che giudicavano e davano sentenze. Oggi mi sembra che si inizi a giudicare molto prima di essere boomer”.

Tra i ricordi che conserva con più affetto c’è quello del suo primo monologo a Sanremo: “Pippo Baudo mi chiamò e mi disse che si era commosso. Fu la prima telefonata, nemmeno i miei genitori erano stati così veloci”.

E non manca la soddisfazione per il ritorno al cinema con il terzo capitolo di Benvenuti al Sud: “È un film che mi ha cambiato la carriera. Mi ricordo sempre che la sera in cui uscì il film, Bisio mi telefonò: ‘Ale, è un film che ci cambierà’. Io non diedi peso alle sue parole, invece è stato un film importante”.

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