“Oggi ho scoperto di essere io la causa del problema della libertà di stampa in Italia”. Beppe Grillo ha deciso di replicare sul suo blog al rapporto di Reporters sans frontières, che lo cita esplicitamente tra i politici che fanno intimidazioni ai giornalisti nel nostro Paese. “Mi ha aperto gli occhi”, ha scritto il leader M5s. “La colpa di questo sistema informativo marcio è mia”. Nel post Grillo ha scelto di parlare di quelli che sono invece secondo lui i motivi per cui l’informazione nel nostro Paese non è libera: “Io pensavo che fosse perché i partiti politici con la lottizzazione si sono mangiati la Rai piazzando i loro uomini nel management e nei telegiornali e dicendo loro che cosa dire e che cosa non dire”. E ancora gli attacchi del Pd al programma di inchiesta Report: “Pensavo che fosse per i giornalisti cacciati dai programmi Rai o per le minacce del partito di governo a quelli che sono indipendenti, come Report. Pensavo che fosse perché in Italia non ci sono editori puri e metà delle tv generaliste le controlla il capo di Forza Italia e perché la tessera numero uno del Pd controlla il secondo giornale più diffuso in Italia. No la colpa è mia“. In difesa è intervenuto anche il vicepresidente M5s della Camera Luigi Di Maio: “Per noi il problema del giornalismo in Italia è l’assenza dei una legge sul conflitto di interessi e la lottizzazione della tv pubblica: ci sorprende il fatto che sia indicato Beppe Grillo come il problema della stampa”.

Secondo il rapporto annuale di Rsf, la condizione della libertà di stampa in Italia è migliorata, ma la vera problematica riguarda il fatto che molti giornalisti continuano a essere “minacciati dalla criminalità organizzata” e subiscono intimidazioni da “politici come Beppe Grillo, del Movimento 5 stelle, che non ha esitato a rendere pubblica l’identità dei cronisti che lo infastidiscono”. A queste parole ha deciso di replicare personalmente il leader M5s: “Se i Tg e i giornali non vi danno le notizie o vi danno notizie false o vi danno notizie non verificate è perché hanno paura di me. Reporter Senza Frontiere dice che diffondo ‘l’identità’ dei ‘giornalisti sgraditi’. Forse non sono stati informati bene dai direttori dei giornali italiani che li hanno contattati per cambiare la classifica (vi hanno contattato, vero?). Non viene pubblicata l’identità dei giornalisti sgraditi, viene smentita la balla che diffondono o viene risposto alle loro offese gratuite”. Il leader M5s ha da tempo un rapporto molto travagliato con i giornalisti: nei primi mesi dopo le elezioni in Parlamento ad esempio, inventò la rubrica “il giornalista del giorno” in cui veniva a turno messo sotto accusa un articolo uscito sui quotidiani con foto, nome e cognome di chi lo aveva firmato. L’idea fu sommersa dalle polemiche e con il tempo Grillo ha deciso di non replicare più l’esperimento. La tensione con la stampa è comunque sempre molto alta e nell’ultimo meeting di Italia 5 stelle a Palermo non sono mancati spintoni e insulti ai cronisti. Tutti episodi che sono poi stati condannati dagli stessi 5 stelle.

Grillo però sul blog ha spiegato perché, secondo lui, il suo comportamento non possa essere considerato intimidazione: “Ci sono centinaia di denunce di bufale generiche e di censure più o meno velate. Ma cari reporter senza frontiere, denunciare un fatto (l’oggettiva inesistenza di libertà di stampa) e chiedere smentita alle notizie false non può essere considerata un’intimidazione”. Il leader M5s ha rivendicato di essere, insieme ai suoi, in prima linea per la libertà d’informazione: “Noi ci battiamo per un’informazione libera, indipendente e accessibile a tutti come ci ha riconosciuto Julian Assange, intervenuto a Italia 5 Stelle a Palermo: ‘Avete ottenuto un risultato straordinario, squarciando il velo dei filtri, che sono molto forti in Italia, della vecchia stampa mainstream corrotta. Penso che questo sia probabilmente il vostro successo più importante'”, ha detto citando l’intervento trasmesso sul maxi schermo a settembre scorso. E quindi la conclusione: “Ma anche Assange ha preso un abbaglio. La colpa di questo sistema informativo marcio è mia. In un Paese in cui un ex premier condannato tiene in mano tre televisioni da oltre 20 anni, dove molti giornali nazionali sono amministrati da editori impuri iscritti a partiti politici o, peggio ancora, dove alcuni quotidiani sono persino proprietà diretta di partiti politici il problema sono io, che scrivo su un blog. Ma… sarà”.