“Abbiamo i conti in ordine e li abbiamo non aumentando le tasse ma accompagnando il risanamento con misure di sviluppo e crescita“. Parola del premier Paolo Gentiloni, che ha parlato dopo il consiglio dei ministri che martedì pomeriggio ha approvato contestualmente il Documento di economia e finanza, cornice in cui si inserirà la prossima legge di Bilancio, e la manovrina correttiva da 3,4 miliardi imposta dalla Ue. Durante la conferenza stampa è apparso però chiaro che le misure per mettere a segno la correzione dei conti attesa da Bruxelles sono in gran parte ancora da scrivere. Infatti il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, dopo aver annunciato che le coperture arriveranno da “efficientamento dell’amministrazione tributaria, misure di lotta all’evasione e solo in parte tagli di spesa e riduzione di spese di investimento“, ha ammesso che i numeri saranno “definiti” nei prossimi giorni. Perché “ci sono alcune misure che riguardano tagli di spesa andranno ulteriormente specificate“. Non è chiaro però se sia saltata in extremis l’ipotesi di ritoccare all’insù, per fare cassa, le accise sulle sigarette. Mentre sembra sicuramente tramontata l’ipotesi di una discussa tassa sulle bevande gasate. Questo dopo che l’ala renziana del Pd ha bloccato l’aumento Iva e quello delle accise sulla benzina. E di conseguenza, nonostante l’aumento del prelievo sui giochi che emerge dal comunicato finale, mancano ancora all’appello diverse centinaia di milioni.

Quel che finora sembra sicuro è che dall’estensione dell’autoliquidazione Iva (il cosiddetto split payment) alle partecipate pubbliche è atteso oltre 1 miliardo, con buona pace delle aziende fornitrici che rischiano di andare in affanno non vedendosi più accreditare l’importo dell’imposta. Che sarà invece versata direttamente all’erario. Dalla rottamazione delle liti fiscali il governo conta poi di ricavare circa 200 milioni. E dovrebbero esserci, stando alle anticipazioni, anche altri mini interventi fiscali che risulteranno sgraditi alle imprese: una nuova stretta sullAce, l’incentivo alla capitalizzazione delle imprese già ridotto con l’ultima legge di Bilancio, e l’eliminazione dei marchi commerciali dalla lista dei beni che godono della detassazione “patent box”.

di Manolo Lanaro

“Manteniamo impegni sui contratti degli statali” – In compenso Padoan ha confermato che “il governo mantiene tutti i suoi impegni compresi quelli relativi ai contratti con la pubblica amministrazione”. Dunque nel Def dovrebbe essere previsto lo stanziamento, nella finanziaria autunnale, di risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Nelle bozze circolate prima del cdm la cifra era quantificata in 2,8 miliardi di euro, in modo da assicurare l’aumento medio di 85 euro concordato nel novembre scorso dal ministro Marianna Madia e dai sindacati. Durante la riunione del governo ci sono state indiscrezioni su un ripensamento, cosa che ha comportato l’immediata levata di scudi dei sindacati del pubblico impiego che si sono detti “pronti allo sciopero generale”. Anche se a stanziare effettivamente i soldi, appunto, non può essere il Def: i capitoli di spesa trovano spazio nella manovra autunnale.

Deficit/pil 2018 all’1,2%. “Ma è molto severo, discuteremo con Ue” – Il rapporto deficit/pil del 2017 è previsto in calo “attorno al 2,1%” per effetto della manovrina, mentre quello del 2018 resta fissato a quota 1,2%, anche se è un impegno quasi impossibile da rispettare – a meno di non far scattare le clausole di salvaguardia sull’Iva – e il governo ha tutta l’intenzione di rimetterlo in discussione il prossimo autunno. Non a caso Gentiloni ha sottolineato che “è la previsione del patto di stabilità europeo che di per sé è una previsione molto severa e rispetto alla quale lavoreremo nei prossimi mesi, perché siamo convinti che la discussione che si è già avviata in Europa tra diversi paesi possa portare a esiti positivi”. La crescita del prodotto interno lordo è invece prevista per quest’anno a +1,1%, contro il +1% stimato finora, nonostante il probabile impatto negativo della manovrina. Nel 2018 e 2019 la crescita è vista invece all’1 per cento “per impatto di una politica fiscale particolarmente stringente”, ha spiegato Padoan.

Coinvolgimento di Cdp nelle privatizzazioni? “Troveremo canali anche originali” – Nel Piano nazionale di riforma che accompagna il Def, ha anticipato Padoan, “vengono ribaditi i pilastri dell’agenda di riforme strutturali del governo: contrattazione decentrata, legge sulla concorrenza, lotta alla povertà, privatizzazioni, oltre che le riforme di giustizia civile e amministrative”. Nessun cenno alle misure oggetto di indiscrezioni nei giorni scorsi, come la riduzione del cuneo fiscale per gli under 35 al primo impiego e le agevolazioni riservate al “secondo percettore di reddito” in famiglia, cioè la donna. Né alla riforma del catasto, che il governo Gentiloni aveva ipotizzato di riesumare dopo che Renzi ha fatto scadere la delega fiscale senza attuarla. A Padoan è poi stato chiesto se è vero che il Tesoro, per proseguire nelle privatizzazioni e ridurre così il debito pubblico, sta studiando un coinvolgimento di Cassa depositi e prestiti cui verrebbero trasferite quote di società partecipate facendole emettere azioni privilegiate (da cedere a investitori istituzionali) per finanziare l’acquisizione. La risposta è stata che gli obiettivi di incasso “sono confermati”, ma “troveremo il modo e i canali, anche originali, per gestire questo aspetto”. Sugli strumenti “abbiamo scambiato delle opinioni in Cdm con l’impegno di tornarci a breve sopra ed eventualmente di prendere delle decisioni concrete”.

Zone franche urbane nei comuni terremotati – Il sottosegretario Maria Elena Boschi ha dato poi qualche dettaglio sul pacchetto di misure per gli enti locali: ci saranno l’atteso sblocco del turnover fino al 75% per il personale dei Comuni, 100 milioni per la viabilità e “misure che riguardano gli investimenti nell’edilizia scolastica”. Il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha poi annunciato che il governo ha dato il via libera alle Zone franche urbane nei comuni del terremoto: “Zero tasse e contributi per due anni per le attività d’impresa che daranno futuro alle aree colpite dal sisma. Un aiuto concreto a chi vuole continuare a vivere e lavorare in questi territori straordinari”. Padoan ha aggiunto che “si istituisce un fondo del valore annuale di almeno 1 miliardo di euro per le zone terremotate”.

Entrano nel Def gli “indicatori di benessere” – Il titolare del Tesoro ha poi rivendicato l’inserimento nel Def del “concetto di benessere equo e sostenibile come parte integrante della strategia economica attraverso un primo set di quattro indicatori”. Indicatori “particolarmente significativi per la qualità della vita dei cittadini e della società nel suo complesso”. Si tratta di reddito medio disponibile, indice di diseguaglianza, tasso di mancata partecipazione al lavoro e emissioni di Co2 e altri inquinanti. Ne viene presentata, in via sperimentale, l’evoluzione passata e la previsione dell’andamento futuro. Il ministero nota che “in linea di principio il benessere trae vantaggio dall’aumento del prodotto interno lordo ma non coincide con esso”. Di qui la necessità di misurare anche il cosiddetto “benessere equo e sostenibile”, che tiene conto di qualità e sostenibilità dell’ambiente, diseguaglianze economiche, qualità del lavoro, salute e livello di istruzione. Nel 2016 il Parlamento ha approvato l’inserimento di questi indicatori nella programmazione economica.