Hoepli vende l’editoria scolastica a Mondadori: respinta l’offerta di Loro Piana per acquistare l’intera azienda
Si avvicina ormai a grandi passi la battuta conclusiva per la casa editrice Hoepli. Nonostante un’offerta per acquisire l’intera attività avanzata nei giorni scorsi attraverso una scatola societaria dal gruppo Loro Piana, storica azienda italiana che opera nel settore dell’abbigliamento e dei tessuti di altissima gamma, gli eredi del ramo della famiglia che controllano la maggioranza delle azioni dell’editrice hanno firmato per una cifra ancora imprecisata l’accordo di cessione a Mondadori del catalogo dell’editoria scolastica. Le trattative sulla cessione della scolastica di Hoepli erano iniziate molti mesi fa, come svelato dal Fatto: manca solo l’annuncio formale della vendita del ramo di scolastica sarà dato entro brevissimo tempo, una volta chiuse le formalità legali alla casa editrice della famiglia Berlusconi, quotata in Borsa.
Secondo fonti a conoscenza della vicenda, l’offerta di Loro Piana non sembra invece destinata ad avere successo. Lo si desume dalla volontà degli azionisti di controllo di procedere comunque con la liquidazione volontaria della società deliberata il 10 marzo per arrivare a concludere la procedura di cessione dell’edificio del centro di Milano, di loro proprietà tramite una società finanziaria, nel quale è attualmente in affitto la libreria e la casa editrice.
A nulla sono valsi, insomma, le proteste sindacali e i flash mob di dipendenti e lettori, come pure la raccolta di migliaia di firme avviata a Milano e in tutta Italia, le pressioni del mondo culturale e politico milanese. Dopo 156 anni finisce così con uno “spezzatino” la storia della casa editrice Hoepli, fondata nel 1870 dall’editore svizzero Ulrico. Una novantina di dipendenti corrono il rischio di restare disoccupati e attendono a giorni l’avvio della cassa integrazione, mentre Milano e l’Italia perdono un patrimonio culturale inestimabile. Il 10 marzo l’assemblea dei soci di Hoepli SpA, su proposta del consiglio di amministrazione, “all’esito di una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva” dopo poco più di un’ora di riunione aveva deliberato lo scioglimento volontario della società e la sua messa in liquidazione. Secondo una nota diffusa dall’azienda “l’attenta valutazione, attuale e prospettica, dei risultati di esercizio negativi correlati con l’andamento previsionale del mercato editoriale e librario e la consistente impossibilità di far cessare il gravoso conflitto endosocietario, hanno imposto la liquidazione volontaria quale unica soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e assicurarne, per quanto possibile, la migliore salvaguardia”.