Per la prima volta Agenzia delle entrate e Caf hanno un documento congiunto per le detrazioni della “stagione dichiarativa 2017”. All’interno c’è persino il dettagliato elenco della documentazione da allegare per ottenere i vantaggi fiscali con le nuove agevolazioni per i contribuenti: si va dalle gite scolastiche alle bici elettriche per i disabili per finire con i vantaggi sulle ristrutturazioni immobiliari. Manna dal cielo per i cittadini. Se non fosse che, a dispetto degli slogan, per alcune voci gli importi detraibili sono veramente bassi. Così le 324 pagine della guida finiscono per raccontare ai contribuenti quanto il governo sia avaro con le famiglie e concentrato sostanzialmente sul sostegno al mattone. Ma, in compenso, sappia essere più mite e benevolo per le erogazioni liberali a favore dei partiti politici. “La guida è una tappa storica nel rapporto fra Agenzia e cittadini”, spiega Stefania Trombetta, responsabile affari legali Cgil e coordinatrice del gruppo consulta Caf che ha partecipato alla redazione del documento. “Finalmente sarà più facile ed accessibile reperire le informazioni necessarie per ottenere le detrazioni”, conclude, precisando che si tratta “di agevolazioni la cui entità è decisa per legge in parlamento”.

E’ la politica infatti che sceglie cosa e quanto far detrarre ai cittadini. “E nella maggior parte dei casi per i contribuenti le agevolazioni concesse alle famiglie sono una miseria rispetto al resto dell’Unione. Le politiche degli ultimi tre governi non hanno fatto altro che penalizzare le famiglie invece di incentivarle in un Paese che sta drammaticamente invecchiando“, denuncia Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef. Qualche esempio? Da quest’anno nelle linee guida 2017 fanno capolino agevolazioni per gite e mense scolastiche, corsi di lingua e di teatro, oltre a spese per la frequenza scolastica. Ma, su base annua, le cifre sono così esigue da far sorridere amaramente una famiglia italiana media. “La detrazione (19%, ndr) per le spese di frequenza sopra indicate è calcolata su un importo massimo di euro 564 per l’anno 2016 per alunno o studente”, spiega il documento dell’Agenzia. In pratica il beneficio annuo per il contribuente è di 107,16 euro per ogni figlio. Una somma che non copre neanche la mensa in una scuola pubblica. Figurarsi una gita scolastica, un corso d’inglese e di teatro che, per essere detraibili, devono peraltro essere preventivamente approvati dal consiglio scolastico. La situazione non è diversa per gli asili nido: la detraibilità è sempre al 19% su un importo massimo pari a 632 euro, cioè 120,08 euro annui corrispondenti a poco più di una decina di pacchi di pannolini per neonati.

Il fisco è un pochino meno avaro con gli universitari e gli studenti di istituti tecnici che possono detrarre per intero le tasse universitarie (sempre con aliquota al 19%). Ma considerato che far studiare un figlio all’università costa, alla fine, il piatto del contribuente piange sempre. Per i fuori sede, ad esempio, è possibile la detrazione dei canoni di locazione per 2.633 euro (spese escluse). Il punto però è che uno studente fuori sede a Roma per un monolocale da 30 metri quadrati in una zona universitaria paga circa 700 euro al mese, pari a 8.400 euro l’anno. Per le detrazioni delle tasse di università private viene mantenuta la griglia per area geografica e quella per facoltà. Ma per gli studenti che vanno all’estero, gli importi massimi da detrarre vengono calcolati sulla base del domicilio fiscale. Con il risultato che uno studente del Sud sarà fiscalmente “penalizzato” rispetto ad uno del Nord.

Quanto alle attività sportive (dai 5 ai 18 anni), l’Agenzia consente di detrarre poco meno di 40 euro (il 19% di 210 euro), una somma che copre a stento un paio di mesi di ginnastica. Sono esclusi dagli sgravi “libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari, vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza della scuola”. Ma anche se fossero inclusi, sarebbero necessari importi rilevanti per sostenere le famiglie che per uno studente della scuola media spende attorno ai 300 euro. Per il riscatto degli anni universitari ai fini pensionistici per i familiari a carico, l’esborso è completamente detraibile al 19 per cento. Ma il costo del riscatto, calcolabile sul sito dell’Inps, è così elevato da invitare il contribuente a pensarci due volte vista anche la possibilità concreta di una riforma del sistema pensionistico.

Il parlamento è invece decisamente più generoso con le detrazioni sulle erogazioni liberali ai partiti politici “anche se effettuate dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche”. Dall’imposta lorda si detrae il 26 per cento su un contributo che può raggiungere i 30mila euro. Detta in altri termini, il politico che dona 30mila euro al suo partito potrà detrarre ben 7.800 euro. A patto naturalmente che la “donazione” non venga versata in contanti e sia a favore di un partito politico nazionale iscritto al registro nazionale.

La cifra fa decisamente impallidire, al confronto, il sostegno per le spese sostenute per badanti assunte per l’assistenza a persone non autosufficienti. Possono essere detratte spese (19%) nel limite massimo di 2.100 euro anche se il lavoratore è stato assunto via agenzia interinale o cooperativa di servizi. In questo caso, però, bisognerà munirsi di apposita certificazione. Per quanto riguarda invece i disabili, la circolare ha chiarito che potranno essere detratte (con aliquota al 19%) per intero le spese per acquisto di biciclette elettriche se esiste “un collegamento funzionale tra la bicicletta con motore elettrico ausiliario e la menomazione” certificato da un medico Asl.

Come di consueto, le detrazioni più imponenti riguardano gli immobili, i mutui (con differenze a seconda dell’anno in cui il contratto è stato stipulato) e le ristrutturazioni. Incluse le intermediazioni detraibili al 19% a patto che “il relativo importo sia indicato nell’atto di cessione dell’immobile” e per una cifra non superiore a mille euro. Si va dal 65% per le detrazioni di spese finalizzate al risparmio energetico, al 36% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (elevato, dal 2013, al 50%) per un limite di spesa agevolabile aumentato da 48mila a 96mila euro a partire dal 26 giugno 2012. Resta poi il bonus mobili in caso di ristrutturazioni (per un importo massimo di 10mila euro) e anche quello per arredi, nato per agevolare le nuove famiglie per una cifra massima di 16mila euro. Quanto basta per arredare una nuova casa, e con detrazioni di certo più consistenti di quelle che toccheranno alla coppia per un futuro figlio.