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Ultimo aggiornamento: 17:22

Per Nordio “è molto probabile che la mafia sfrutti le proteste dei camionisti”. Il Pd: “Se conosce elementi concreti vada nelle sedi competenti”

Il ministro della Giustizia: "Intervenire per evitare ostacoli a chi vuole lavorare". Borrelli (Avs): "Il governo evidentemente ha perso la bussola"
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“Riguardo alle infiltrazioni mafiose nelle proteste dei camionisti, direi che vi è una forte probabilità che vi sia una strumentalizzazione e una infiltrazione, proprio per le ragioni che abbiamo detto adesso. Un illustre procuratore della Repubblica, in tema di referendum aveva detto che per il Sì avrebbe votato la camorra, ma ha vinto il No e quindi vuol dire che camorra e criminalità organizzata non governano proprio nulla. Però che ci siano e possano infiltrarsi e sfruttino questa situazione questo è altamente probabile”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ospite a Start su Sky TG24. “Da sempre si dice che l’infiltrazione mafiosa in certe regioni d’Italia è tentacolare ed è capillare, addirittura qualche volta si è detto che certe regioni erano governate dalla criminalità organizzata, cosa in cui non ho mai creduto, però – ha sottolineato Nordio – che le mafie ci siano e possano infiltrarsi in una situazione di questo tipo mi pare altamente probabile”.

Per quanto riguarda invece l’intenzione del governo di intervenire sul blocco pacifico dei camionisti, il Guardasigilli ha ricordato che “il diritto al dissenso, allo sciopero, alla manifestazione anche vigorosa non può mai compromettere il diritto al lavoro e il diritto degli altri, quindi in un certo modo bisogna pure intervenire per evitare che a chi vuole lavorare venga impedito di lavorare e chi invece manifesta legittimamente per le situazioni di disagio che tutti conosciamo abbia comunque il diritto di protestare. Non è facile trovare la combinazione ma si è sempre trovata negli anni passati e si troverà anche adesso vista anche un’emergenza, chiamiamola così, alimentare di cui tutti abbiamo conoscenza soprattutto dell’Italia meridionale”.

A rispondere è Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito democratico: “Aver perso il referendum non è servito a niente. Il ministro Nordio continua, giorno dopo giorno, a ricordarci la sua inadeguatezza. Comprendiamo il lutto politico per aver visto bocciare una riforma sulla quale aveva messo la faccia, ma a un certo punto le sconfitte andrebbero anche elaborate, soprattutto quando si ricoprono incarichi istituzionali”. “Invece Nordio continua a essere ossessionato da quel voto e oggi arriva ad associare, in modo del tutto improbabile, la vittoria del No al referendum alle possibili infiltrazioni mafiose nelle proteste dei camionisti. Un ragionamento che non sta in piedi e che rischia soltanto di alimentare confusione su una questione seria come quella della presenza della criminalità organizzata nelle mobilitazioni sociali. Se il ministro è a conoscenza di elementi concreti su possibili infiltrazioni mafiose, li riferisca nelle sedi competenti, con la serietà che il suo ruolo impone. Se invece si tratta soltanto di supposizioni, eviti di lanciare allarmi sulla base di associazioni tanto azzardate. La lotta alla mafia merita rigore, non dichiarazioni estemporanee né il tentativo di riportare continuamente il dibattito sul referendum perso”.

“Il governo evidentemente ha perso la bussola se un suo autorevole ministro si permette di infangare le proteste al sud”, ha commentato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Avs. “Nordio ritiri le sue parole, venga a parlare con chi è nelle strade, se ha il coraggio, e piuttosto si occupi delle tante denunce che arrivano sulle minacce da parte dei clan – prosegue -. Molti cittadini ci riferiscono di essere stati intimiditi anche da soggetti armati, alcuni costretti ad abbandonare i presidi: perché Nordio e il governo non si occupano di questo anziché diffamare chi chiede dignità e lavoro?”.

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