Dopo il primo Gran Premio della stagione di quindici giorni fa, eravamo tutti in attesa di conferme. Si aspettava il GP di Cina con una certa ansia, certo non quella patita da Giovinazzi, tanto da andare a sbattere nello stesso punto, sia in qualifica che in gara. La Ferrari l’ha sentita meno la pressione, confermando le impressioni positive viste in Australia. Anche la Mercedes è apparsa, forse, meno sotto pressione, grazie anche ad episodi di gara favorevoli o comunque ancora una volta a un vantaggio, seppur minimo, che sembra mantenere rispetto alle rosse.

In qualifica possiamo senza dubbi confermare che le Mercedes conservano un vantaggio che può oscillare, in base al tracciato, tra meno di due decimi e massimo tre decimi di secondo, rispetto alla Ferrari. In gara però il distacco sembra ridursi a un’inezia. Aldilà di com’è andata la gara, con una Mercedes sempre tranquillamente al comando, il passo della Ferrari è sembrato molto vicino, se non del tutto simile, a quello dei tedeschi. Una conferma, come dicevamo precedentemente, che deve far ben sperare per il proseguo del mondiale, a patto che durante la stagione si continui a sviluppare la monoposto in modo corretto.

Serve però un balzo in avanti in qualifica e, visto che, i sorpassi sono sembrati quanto mai difficili dopo il cambio regolamentare, questo appare quanto mai fondamentale. La strategia Ferrari, infatti, è costretta nel tentativo di mettere mettere le rosse davanti alle Mercedes a forzare le scelte (giusta quest’oggi), ma esponendosi però a rischi che potrebbero ritorcersi contro loro stessi, vedi l’incidente di Giovinazzi che di fatto ha reso inefficace la loro strategia. Se si riuscisse a recuperare anche in qualifica, e non sarà facile, allora si potrebbe veramente sperare a qualcosa di grosso.

Duello tra Ferrari e Mercedes sempre più ristretto a Vettel ed Hamilton, con Bottas e Raikkonen sempre più comparse. Ma non sono certo gli unici piloti ad aver deluso: uno su tutti Giovinazzi, che sotto la pressione delle elevate aspettative create intorno a lui, non ha fatto di meglio che colpire lo stesso muro, in due uscite di pista, nello stesso punto, in due giorni consecutivi. Non certo una risposta da gran campione, ma Marchionne rassicura.

Si va in Bahrain ancor più fiduciosi, seppur a vincere, in Cina, sia stata la Mercedes, la Ferrari può essere soddisfatta. Una pista più probante come quella cinese ha effettivamente fornito conferme rassicuranti sulle prestazioni della SF70H, anche se le Frecce d’Argento sono sembrate meno sofferenti rispetto a Melbourne.

Sulla Red Bull difficile esprimersi, forse la pista umida le ha aiutate, forse qualcosa si comincia a vedere, la parola definitiva sulla bontà del loro progetto forse l’avremo veramente nel prossimo GP dove la pista di certo non sarà umida e abbastanza infuocata per tutti.