Nuova puntata dello scontro tra il gruppo francese che controlla Parmalat e il fondo Amber, azionista di minoranza dell’azienda di Collecchio, secondo cui la gestione di Lactalis ha provocato “danni” a Parmalat. Il fondo, che ritiene troppo basso il prezzo di 2,80 euro ad azione offerto dai francesi per comprare il 12,26% del capitale che ancora non possiedono e ritirare l’azienda dalla quotazione, ha diffuso in un comunicato per spiegare che quei titoli “potrebbero valere tra 3,8 e 4,5 euro” se nella loro valutazione fosse compreso anche “il potenziale incasso derivante dal contenzioso Citigroup“, a cui il gruppo di Collecchio ha chiesto 1,8 miliardi di euro di danni. Amber a fine dicembre aveva chiesto alla Consob che fosse fatta chiarezza in merito allo stato del contenzioso “tra Parmalat e Citigroup, che potenzialmente potrebbe avere un impatto rilevante, in senso positivo, sulla stessa Parmalat”.

Allegata al comunicato c’è la perizia commissionata a Intermonte, insieme ai fondi Gamco e ai piccoli azionisti di Azione Parmalat, e messa a disposizione del cda e del collegio sindacale del gruppo di Collecchio lo scorso 6 febbraio, senza che venisse considerata ai fini del giudizio di congruità dell’opa. Anche senza considerare i potenziali proventi della causa con la banca americana, Parmalat viene valutata 3,5 euro ad azione sulla base della metodologia dei flussi di cassa scontati, mentre la valutazione sulla base dei multipli di società comparabili “rende evidente che i multipli impliciti nel prezzo offerto da Lactalis sono più bassi” di quelli a cui trattano le società comparabili. La media del settore in termini di rapporto tra valore d’impresa ed ebitda attribuirebbe a Parmalat un valore di 3,36 euro, sulla base delle stime 2017, e di 3,59 euro sulla base di quelle del 2018.

Il fondo Amber circoscrive inoltre il rischio paventato dai francesi che i soci possano restare “bloccati in una società non quotata”. Chi non aderisse all’offerta avrà infatti la possibilità di cedere in un secondo tempo le azioni, nell’ambito delle procedure con cui la legge consente ai soci di minoranza di liquidare i propri titoli (allo stesso prezzo dell’opa) qualora l’offerente abbia superato la soglia del 90% del capitale. “Con riferimento alle informazioni in circolazione relativamente all’Offerta – spiega la nota – Amber Capital sta valutando con i propri consulenti legali le più opportune iniziative da intraprendere a tutela degli interessi propri e degli altri azionisti di minoranza di Parmalat”.