Festival di Sanremo? Ha ragione Dagospia: per trovare un etero a Sanremo bisogna cercare in seconda fila Malgioglio. C’è uno squilibrio sul palco, troppi gay“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de La Zanzara (Radio24) dal leader del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, che da più giorni si professa “unico nemico di Sanremo“. “Al Festival” – accusa – “ci sono ospiti che noi paghiamo e che sono simboli dell’ideologia gender, nonché testimonial dell’utero in affitto. Ogni anno è la stessa cosa. Ieri Nicole Kidman ed Elton John, oggi Tiziano Ferro, Ricky Martin, Carmen Consoli, tutti testimonial della maternità surrogata o dei figli con un genitore solo. Non è casuale, c’è una logica.”. E aggiunge: “Chi è il burattinaio di tutto questo? Non lo so. Sicuramente nel mondo dello spettacolo c’è una lobby Lgbt che governa queste cose, riuscendo a imporre determinati ospiti, i quali vogliono imporre stili di vita estremamente pericolosi, perché portatrici di una visione antropologica che trasforma le persone in cose. Sono gli stessi che l’anno scorso hanno imposto il nastrino arcobaleno per tutta la durata del Festival”. Adinolfi rincara: “Ma quale musica vuoi ascoltare di Tiziano Ferro? L’altra sera quando cantava Luigi Tenco, manco sapeva cosa cantava. Ma l’avete visto? Ricky Martin? Cantava roba di 25 anni fa. Lo abbiamo profumatamente pagato per vederlo muovere sul palco, sudando come un maiale. Coi nostri soldi poi comprerà un altro paio di ragazzini. E questo” – continua – “in Italia è un reato, così come pubblicizzarlo. Rai Uno istiga a commettere un reato, cioè l’utero in affitto. Carlo Conti, che conosco ed è persona ragionevole, purtroppo subisce le logiche della dirigenza Rai”. Adinolfi, infine, difende le teorie della Silvana De Mari sul sesso anale: “Produce danni ed è un peccato, i cattolici pensano questo. Che ci possiamo fare?”