È finito in carcere il consigliere regionale della Calabria Nazzareno Salerno di Forza Italia. Ex assessore al Lavoro della Regione di Giuseppe Scopelliti oggi all’opposizione, Salerno è tra i nove destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri.

Il blitz congiunto della guardia di finanza e del Ros di Catanzaro ha interessato nomi eccellenti tra cui imprenditori, amministratori pubblici della Regione Calabria e due soggetti legati alla cosca Mancuso di Limbadi. L’accusa è minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. L’inchiesta ha fatto luce sull’ingerenza della ‘ndrangheta di Vibo Valentia nella gestione dei fondi della Comunità europea che dovevano essere utilizzati per il sostegno economico dei nuclei familiari in difficoltà.

Fondi che, invece, sarebbero gestiti da un comitato d’affari che aveva il compito di distrarli dal progetto regionale “Credito sociale” indirizzandoli su conti correnti di società private anche all’estero. La Procura ha eseguito anche un sequestro di beni per un valore di 2 milioni di euro. L’ex assessore Salerno è stato arrestato stamattina a Verona dove si trovava per seguire un grosso appalto vinto nei mesi scorsi dalla sua impresa di costruzioni. Pur essendo ancora in carica come consigliere regionale, era da tempo che non svolgeva attività politica.

Anche perché sapeva di essere indagato dalla Procura di Catanzaro. L’inchiesta che oggi ha portato al suo arresto, infatti, è il seguito dell’indagine su “Calabria Etica”, la società in-house della Regione Calabria che si sarebbe dovuta occupare di progetti di assistenza alle famiglie disagiate e che – stando ai pm – era diventata un “assumificio” funzionale all’ex candidato a sindaco di Lamezia Terme Pasqualino Ruberto, nominato presidente di “Calabria Etica” dall’ex governatore Giuseppe Scopelliti.

Quella storia era solo la punta dell’iceberg di ciò che avveniva all’interno dell’assessorato al Lavoro guidato da Nazzareno Salerno che nei mesi scorsi stava rischiando di essere nominato coordinatore provinciale di Forza Italia di Vibo Valentia.