Adesso l’apertura arriva addirittura dal ministro della Giustizia. Ventiquattrore fa era stato il sindaco democratico di Milano, Beppe Sala, a dirsi pronto. Ora anche Andrea Orlando, del Pd, è “d’accordo sul riaprire la discussione” sulla figura del leader socialista Bettino Craxi, uomo simbolo di Tangentopoli, morto 17 anni fa da latitante ad Hammamet, in Tunisia, dopo essere fuggito dall’Italia per evitare di scontare le due condanne definitive ricevute nell’ambito del processo “Mani Pulite”: 5 anni e 6 mesi per la vicenda Eni-Sai e 4 anni per l’inchiesta sulla Metropolitana di Milano. 

(video di Alessandro Sarcinelli)

Orlando, che partecipa ad un convegno in cui si presenta uno studio sulla giustizia civile a Milano, ha spiegato che quella di Craxi è stata “una figura importante e controversa della sinistra che commise errori ma fu portatrice di grandi innovazioni e che propose un’ipotesi di modernizzazione del Paese”. “Credo che questa discussione consenta di legare la sua figura non soltanto agli errori, che pure ci furono – ha aggiunto il Guardasigilli – ma anche ad un’idea di innovazione che Craxi propose ad un paese che da molto tempo non vedeva un’idea di trasformazione della politica”.

Ieri, nel giorno del 17esimo anniversario della morte, è stato un susseguirsi di ricordi e celebrazioni da parte della politica: da Berlusconi agli ex socialisti Brunetta, Cicchitto e Sacconi. Ma anche il governo non ha mancato di onorare la figura dell’ex presidente del Consiglio. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano è volato addirittura ad Hammamet per partecipare insieme alla famiglia Craxi alla cerimonia che si è tenuta nella chiesa cattolica della cittadina tunisina. Poi il responsabile della Farnesina si è recato alla tomba del leader socialista dove ha deposto delle rose: “Oggi per me è stato un dovere, trovandomi in Tunisia in questo anniversario, venire qui sulla sua tomba”.