E due. Un’altra candidata si ritira dalla corsa per diventare candidato sindaco di Palermo del Movimento 5 Stelle.  Dopo il passo indietro di Franca Tiziana Di Pasquale, che aveva detto di “non riconoscersi nelle scelte fatte e nei nomi in listaad annunciare il ritiro è anche l’architetto Giulia Argiroffi. La donna ha comunicato allo staff di Beppe Grillo la sua intenzione di “rimanere nella lista per il Consiglio comunale” ma di non sentirsi pronta per affrontare una eventuale campagna elettorale da candidata sindaco.

“Per una attivista come me, convinta da sempre di poter aiutare la nostra città a migliorare, potete immaginare cosa significhi avere oggi la possibilità di poter rappresentare tanti cittadini con gli stessi ideali. Palermo è bellissima e merita le nostre attenzioni – scrive la Argiroffi – Ci tengo a ringraziare tutti coloro che con la loro preferenza alle comunarie mi hanno dato l’onore di essere uno dei potenziali candidati sindaco di Palermo del Movimento 5 Stelle”. Dopo tre mesi di veleni, scissioni e polemiche, infatti, il 28 dicembre i grillini palermitani hanno votato i 39 candidati che andranno a comporre la lista per il consiglio comunale. Come previsto dal regolamento, i 5 più votati hanno avuto accesso al secondo turno: oltre ad Argiroffi e Di Pasquale c’erano l’ingegnere Giancarlo Craparotta, l’avvocato e fondatore di Addio Pizzo Ugo Forello e il poliziotto e sindacalista Igor Gelarda.

Lunedì scorso, dunque, era andata in onda la “graticola”, cioè un dibattito pubblico tra candidati e cittadini. Al quale non aveva partecipato Di Pasquale, che si era ritirata poche ore prima e neanche il poliziotto Gelarda, che non può partecipare a manifestazioni politiche prima di aver chiesto l’aspettativa: potrà farlo solo dopo che la sua candidatura – sia da sindaco che da consigliere comunale – sarà formalizzata, dato che le elezioni interne ai 5 Stelle non sono considerate dalla legge. Nel frattempo si è ritirata anche Argiroffi: la corsa per diventare il candidato sindaco M5s di Palermo è ora ristretta a tre soli candidati.