Record di trapianti e donazioni di organi in Italia nel 2016. Sono stati oltre 400 in più rispetto all’anno precedente i pazienti trapiantati, arrivando a toccare quota 3.736. Si tratta della cifra più elevata mai registrata a livello nazionale e del maggiore incremento mai osservato (+13%). I dati emersi dalle indagini del Centro nazionale trapianti (Cnt) confermano un trend incoraggiante: nell’ultimo anni sono stati eseguiti 3.268 trapianti, contro i 3.002 del 2015 e il totale dei donatori d’organi è stato di 1.260, contro i 1.165 dello scorso anno. La principale novità riguarda le donazioni da vivente, che già nel 2015 avevano registrato un incremento del 20,4% rispetto all’anno precedente. In particolare quelle di rene da vivente hanno raggiunto un altro record, superando per la prima volta la soglia dei 300 prelievi.

Altre notizie incoraggianti, sottolineano le indagini del Cnt, arrivano dalle liste d’attesa per il trapianto. “In particolare per la prima volta la lista del rene e quella del polmone appaiono non solo stabili, ma in diminuzione rispetto all’anno precedente – scrivono gli esperti -. La riduzione della lista del rene è pari a 300 pazienti. La lista fegato appare stabile, mentre l’incremento della lista cuore va considerato in relazione all’uso dei cuori artificiali che incrementano la platea dei pazienti “trapiantabili” (+8,7%)”. È la prima volta che in Italia si registra un dato di questo tipo, finora riscontrato esclusivamente in Spagna.

La diminuzione del numero di persone in lista d’attesa per il trapianto di rene è stata possibile anche grazie alle catene di trapianti incrociati di rene da vivente in modalità cross-over. Un circuito finalizzato a trovare una coppia di scambio per incompatibilità tra donatori e riceventi, che parte dalla donazione spontanea di uomo, chiamato donatore samaritano. Nel settore dei trapianti di organo il termine “samaritano” viene riferito al donatore vivente che offre l’organo alla collettività, e non a uno specifica persona, senza alcun tipo di remunerazione o contraccambio. Si innesca così un effetto domino, permettendo il trapianto di un rene al membro malato di una coppia, il cui partner ha donato a sua volta a una coppia e così via. L’ultima catena di trapianti, che ha permesso a dieci persone di donare e ricevere un rene, è partita dal gesto di solidarietà di un panettiere di 56 anni di Vicenza. A coordinare il tutto è stato l’Istituto Superiore di Sanità-Centro Nazionale Trapianti, interessando quattro strutture ospedaliere del Veneto, Toscana, Sicilia ed Emilia-Romagna. Si è trattato del terzo caso in Italia.

Tornando ai numeri presentati dal Cnt, è evidente come la crescita dei trapianti riguarda tutti gli organi: rene (2.086 nel 2016, erano 1.882 nel 2015); trapianto combinato rene-pancreas (53 nel 2016, erano 31 nel 2015); fegato (1.235 nel 2016, erano 1.094 nel 2015); cuore (267 nel 2016, erano 246 nel 2015); polmone (154 nel 2016, erano 112 nel 2015). “I donatori utilizzati dopo accertamento di morte superano per la prima volta quota 1.300 – scrivono gli esperti del Centro nazionale trapianti – tra essi registriamo, finalmente, diverse donazioni dopo accertamento di morte con criteri cardiocircolatori, cioè con una modalità che potrebbe ulteriormente sviluppare le donazioni ed i trapianti in Italia, come sta avvenendo nelle principali nazioni europee”.

La regione più “generosa” si conferma la Toscana, con il Nord che supera il Sud per donatori pro-capite. Questo nonostante gli aumenti registrati in Campania, Sicilia e Puglia e i livelli del Lazio, ormai sulle media nazionale. Anche le opposizioni alla donazione, formulate dai familiari dei donatori in assenza di una esplicita dichiarazione in vita, sono più elevate al Sud rispetto al nord . “La riduzione di questo fenomeno rappresenta la sfida principale per il 2017 – sottolineano gli addetti ai lavori – per questo vorremmo lanciare e rilanciare su tutto il territorio nazionale le campagne sulla carta d’identità nei Comuni”. Ad oggi gli italiani che hanno deciso di registrare il consenso alla donazione di organi e tessuti al rinnovo della carta di identità sono oltre 380mila nelle 1350 amministrazioni che hanno attivato la procedura.