In Italia “ci sono ancora troppi disoccupati, combattere la disoccupazione è il primo orizzonte del bene comune”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno, per la prima volta dalla sala Belvedere inferiore del Torrino del Quirinale, la stanza più alta del palazzo, da cui si vede tutta Roma. La crescita economica, ha aggiunto, “è debole, stenta a essere percepita”. “Nel nostro Paese, se per gli adulti il lavoro è insufficiente, sovente precario, talvolta sottopagato, lo è ancor più” per i giovani, ha detto Mattarella. “La vostra è la generazione più istruita rispetto a quelle che vi hanno preceduto. Avete conoscenze e potenzialità molto grandi. Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale”.

Fissata la priorità sociale, ricordate le vittime del terrorismo e le esigenze dei terremotati, nonché i giovani italiani all’estero – che “meritano rispetto e sostegno” – Mattarella è andato in profondità sulla situazione politica, rivendicando il merito di aver risolto in fretta la crisi di governo dopo le dimissioni di Matteo Renzi. Perché, ha chiarito, “occorre che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge”. Queste regole, ha proseguito, “oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale”. Certo, “non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria”. Con “regole contrastanti tra loro chiamare subito gli elettori al voto sarebbe stato, in realtà, poco rispettoso” nei confronti delle forze politiche “e contrario all’interesse del Paese. Con alto rischio di ingovernabilità. Risolvere, rapidamente, la crisi di governo era, quindi, necessario sia per consentire al Parlamento di approvare nuove regole elettorali sia per governare problemi di grande importanza che l’Italia ha davanti a sé in queste settimane e in questi mesi”. A proposito del referendum costituzionale, l’alta affluenza è stata comunque “un segno di grande maturità democratica“.

Nel discorso di fine anno è arrivato anche l’atteso richiamo ai temi della legalità: “La corruzione, l’evasione consapevole degli obblighi fiscali e contributivi, le diverse forme di illegalità vanno contrastate con fermezza”.

“Il tessuto sociale del nostro paese è pieno di energie positive“, ha spiegato il presidente riferendosi alle sue numerose visite e incontri in giro per l’Italia. “Il nostro paese è una comunità di vita, ed è necessario che lo diventi ancora di più”. Abbiamo vissuto momenti dolorosi, ha ricordato, dall’omicidio di Giulio Regeni, all’incidente del pullman in Spagna, alle stragi di Parigi e Dacca, al terremoto, allo scontro fra treni in Puglia… Non manca un riferimento alle “tante, troppe vittime del lavoro”. Mentre i terremotati “non devono perdere la speranza”, e la loro vita deve continuare nelle loro comunità. Parole anche per i due marò protagonisti dello scontro con l’India, “finalmente in Italia”.

L’equazione fra terrorismo e immigrazione è ingiusta, ha sottolineato Mattarella, ma questo non vuol dire che possano “essere sottovalutate” le paure dei cittadini. “L’equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte”, ha affermato il presidente. “Anche nell’anno trascorso le nostre Forze dell’ordine e i nostri Servizi di informazione hanno operato con serietà e competenza perché, in Italia, si possa vivere in sicurezza”. Sulle politiche dell’accoglienza è inaccettabile che “l’Europa, contraddicendosi, si mostri divisa e inerte. Dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo“.

Ma oltre al terrorismo c’è “un altro insidioso nemico della convivenza, su cui, in tutto il mondo, ci si sta interrogando. Non è un fenomeno nuovo, ma è in preoccupante ascesa: quello dell’odio come strumento di lotta politica. L’odio”, ha proseguito, “e la violenza verbale, quando vi penetrano, si propagano nella società, intossicandola.Una società divisa, rissosa e in preda al risentimento”, ha detto ancora Mattarella, “smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza. Tutti, particolarmente chi ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva”.

Una considerazione legata anche al web, “uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze. Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi”.

Un’altra grave “ferita inferta alla nostra convivenza”, ha affermato ancora il preisdente, “è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione”.

Non è mancato un riferimento agli scandali bancari e alle loro vittime: “Va ristabilito un circuito positivo di fiducia, a partire dai risparmiatori, i cui diritti sono stati tutelati con il recente decreto-legge”.