Partecipare all’Eurovision Song Contest, magari per un cantante giovane e con la voglia di vivere un’esperienza internazionale, è un traguardo importante, qualcosa a cui aspirare. Se qualcuno ti contatta via Facebook e ti fa capire che la possibilità è reale, dunque, è normale che ti venga voglia di saperne di più, di approfondire la questione. È quello che è successo a Tony Maiello, classe 1989, con un passato a X Factor e una vittoria tra i giovani di Sanremo nel 2010. Ora autore per grandi nomi della musica italiana (Laura Pausini, Francesco Renga, Giorgia) e con un nuovo disco pronto a uscire nel 2017, Maiello ha ricevuto via Facebook un messaggio che lo ha incuriosito assai ma che, alla fine, si è rivelato una fregatura.

A scrivergli, in inglese, è un tizio (conosciamo nome e cognome ma li omettiamo per privacy) che dice di “collaborare con SMTV (la tv pubblica di San Marino, ndr) per cercare artisti interessanti a rappresentare San Marino all’Eurovision Song Contest”. “Ci hai mai pensato? Saresti interessato?”, suggerisce furbescamente l’interlocutore. E Tony Maiello, che sa perfettamente quale bella occasione sia l’Eurovision e quanti sbocchi anche internazionali potrebbe aprire, risponde con un comprensibile “Wow”, chiedendo però maggiori informazioni.

Ricevuto un segnale di evidente interesse da parte di Maiello, l’interlocutore fa sapere al giovane cantante campano che dovrà parlare con un dirigente di SMTV (fa nome e cognome, ma anche in questo caso li omettiamo) e che ci avrebbe pensato lui a metterli in contatto. Dopo poco (e a quanto pare dopo aver parlato con il dirigente in questione), il procacciatore di talenti scrive ancora a Maiello: “Mi ha appena risposto. È disposto a parlare con te”. Nel giro di pochi secondi, però, arriva la fregatura: “Devi avere un po’ di soldi per il progetto. Ma puoi provare a negoziare con lui”. E visto che si comincia a parlare di denaro, Tony Maiello fa presente di avere una produzione e un manager e che probabilmente la cosa migliore sarebbe mettere il dirigente della tv sammarinese direttamente con loro.

Dopo aver fornito numeri di telefono, indirizzo email e contatto Skype a Maiello, l’interlocutore piazza la zampata finale: “Di solito l’artista deve avere a disposizione circa 500mila euro per la promozione, i viaggi e le altre spese. Ma hai una produzione, quindi immagino che tu possa offrirgLi qualcosa di diverso. So che SMTV è intenzionata a mandare qualcuno come te all’Eurovision…”. Vuoi partecipare all’Eurovision Song Contest rappresentando la piccola ma fiera Repubblica di San Marino? Bene, sgancia il grano. Sembra questo, almeno a dar retta al tizio che ha contattato Tony Maiello, il modus operandi della tv pubblica dell’antico Stato del Monte Titano per garantirsi una somma tale da affrontare senza troppi patemi economici la gara, che quest’anno si svolgerà a Kiev.

Ogni televisione pubblica che partecipa all’Eurovision Song Contest deve pagare una cospicua quota di “iscrizione”, un contributo che serve a coprire le spese di una macchina enorme che produce ogni anno uno spettacolo bellissimo. Le big five (Italia, Spagna, Germania, Francia e Regno Unito) versano una quota maggiore e vanno direttamente in finale, le altre devono affrontarsi in due semifinali sperando di superare il turno. Ogni anno c’è qualche Paese che rinuncia alla partecipazione proprio per motivi economici, non riuscendo a racimolare i soldi della quota o giudicando poco saggio l’esborso di cifre importanti. Forse è per questo che la tv pubblica di San Marino chiede ai cantanti un contributo economico di queste dimensioni? È una pratica diffusa anche in altri Stati europei? È accettabile una condotta del genere? L’ultimo dubbio, invece, riguarda l’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest, dove San Marino è stata rappresentata dal cantante turco Serhat: come mai un turco a cantare sotto le insegne della piccola Repubblica? Scelta artistica o economica? Serhat ha sborsato mezzo milione di euro? Sono tante domande, ma ci piacerebbe assai ricevere altrettante risposte.