Alle 10 e due minuti è cominciato a Montecitorio il secondo giro di consultazioni di Paolo Gentiloni e alle 17.30 sarà al Quirinale per riferire sull’incarico ricevuto. Al termine delle consultazioni con gli altri partiti, l’ex ministro degli Esteri ha detto di aver raccolto “elementi utili per il mio lavoro”: “Ho cercato di conciliare l’esigenza di tempi molto stretti con la necessità di ascoltare le forze parlamentari”. Mentre la lista dei nomi che faranno parte del nuovo governo va componendosi, la prima ad essere ricevuta dal presidente del Consiglio incaricato è stata la delegazione di Fratelli d’Italia. “Sarebbe intollerabile un gioco delle tre carte a danno degli italiani – ha detto all’uscita dalla sala del Cavaliere la presidente Giorgia Meloni, accompagnata da Ignazio La Russa e Fabio Rampelli – cioè Renzi fa finta di dimettersi, mette un suo prestanome che fa le stesse politiche del governo precedente a cui gli italiani hanno detto No. Abbiamo avuto l’impressione che Gentiloni voglia arrivare con il suo governo alla fine della legislatura”. Toni forti, quelli della leader di Fdi, che confermano la linea annunciata dalle opposizioni a un esecutivo che poggerà sulla stessa maggioranza che ha garantito l’esistenza del governo Renzi, Denis Verdini compreso.

“Abbiamo chiesto al presidente Gentiloni – ha proseguito l’ex ministro delle Politiche giovanili – che il governo e il Pd si impegnino a fare la legge elettorale che per noi può essere approvata entro la fine di quest’anno. Le elezioni potrebbero essere a maggio. Abbiamo chiesto di presentarsi in Parlamento a dire quando pensa di indire le elezioni per scongiurare di arrivare a fine legislatura. Altrimenti ci sarebbe un governo di palazzo ma che non rispetta italiani. O Gentiloni indica una road map chiara verso le elezioni al momento di voto fiducia o noi faremo opposizione. Il 22 gennaio scenderemo in piazza. Non abbiamo avuto grandissime rassicurazioni sui tempi, ma aspettiamo di vedere cosa dirà in aula”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con toni più istituzionali, si pone Forza Italia: “Abbiamo ribadito a Gentiloni quanto detto a Mattarella – scandiscono Paolo Romani e Renato Brunetta dopo aver incontrato il premier incaricato – la nostra sarà un’opposizione senza sconti. Verificheremo la reale discontinuità del governo Gentiloni rispetto a quello Renzi”. Su questo tema, ha precisato Romani, “abbiamo apprezzato i toni di Gentiloni. Abbiamo apprezzato che abbia detto che ‘accompagnerà’ il Parlamento nella elaborazione di una nuova legge elettorale. Abbiamo apprezzato la discontinuità nei toni. Ci dev’essere un segnale di cambiamento”. Le regole del voto possono essere cambiate “ragionevolmente dopo il 24 gennaio, ma possiamo iniziare a lavorarci da subito. Domani ci incontreremo con Lega e Fdi su questo”.

Dopo Fdi, il premier incaricato ha incontrato la delegazione Svp minoranze linguistiche: “Abbiamo sostenuto e ribadito che la nostra prima priorità è la continuità – ha detto Daniel Alfreider –  speriamo, quindi, di poter portare avanti i punti del programma realizzato con il governo Renzi anche con il governo Gentiloni”. Fondamentale, aggiunge Alfreider, concordando con Fratelli d’Italia, è “che il Parlamento si prenda la responsabilità di cambiare la legge elettorale, un pasticcio che deve essere risolto. Non serve aspettare il verdetto della Consulta, ma la responsabilità è giusto che se la prenda il Parlamento”.

“Collaboreremo e attivamente alla stesura della legge elettorale – ha detto all’uscita dalla sala del Cavaliere Giovanni Monchiero, della delegazione di Civici innovatori – che deve essere elaborata dal Parlamento con un consenso più ampio dell’attuale maggioranza”. Sulle regole alla base del voto mette l’accento anche Karl Zeller del Gruppo per le Autonomie: “La priorità di questo nuovo governo è evidentemente di fare una nuova legge elettorale. Per noi andrebbe bene il Mattarellum o, in alternativa, anche i collegi uninominali presenti sia nell’Italicum sia nella legge del Senato. Per il resto abbiamo chiesto continuità fino alla fine di questa legislatura che non sappiamo quando sarà. Questo governo non ha una scadenza, non è come uno yogurt…”.

“Riteniamo fondamentale ribadire il nostro appoggio alla nascita del governo Gentiloni – spiega Maurizio Lupi di Area Popolare all’uscita dalla sala dei Cavalieri – l’azione sulla legge elettorale dev’essere immediata. Ci sono già proposte depositate, ma serve che la maggioranza elabori una sua idea di legge elettorale e che si armonizzi quella della Camera con quella del Senato”. Sceglie, invece, di non rilasciare dichiarazioni la delegazione di Conservatori e riformisti, guidata da Daniele Capezzone, ma “dai Conservatori e riformisti verrà una opposizione netta, com’è avvenuto nei confronti del governo Renzi, sempre basata su limpide controproposte di merito, dall’economia ad ogni altro tema”, si legge in una nota diramata dal leader Raffaele Fitto. Il calendario della mattinata prevede alle 14 la delegazione del Pd.