La polizia turca ha arrestato questa mattina Murat Sabuncu, direttore del quotidiano d’opposizione Cumhuriyet, uno tra i pochi giornali rimasti dopo il fallito golpe del 15 luglio. Oltre al direttore è stato emesso un mandato d’arresto contro tredici giornalisti. Secondo la procura il giornale avrebbe dei presunti legami con l’imam Fethullah Gulen, accusato dal governo turco di essere il responsabile del tentato golpe del 15 luglio. La polizia, riporta la Cnn turca, avrebbe fatto irruzione nell’abitazione di Akin Atalay, presidente del Consiglio di amministrazione della testata. È finito in manette anche il vignettista Guray Oz durante il raid della polizia turca. Sono state perquisite anche le abitazioni dello scrittore Hikmet Cetinkaya e del caricaturista Musa Kart.

L’ex direttore del giornale, Can Dundar, era già stato condannato a cinque anni e dieci mesi di carcere per aver pubblicato lo scoop sul passaggio di armi degli 007 turchi in Siria. Il giornalista, scarcerato poi a febbraio, era finito in carcere assieme al collega Erdem Gul, capo della redazione di Ankara. Attualmente Durdar vive in Germania dove ha annunciato  l’intenzione di lanciare una nuova iniziativa editoriale.

Dopo il fallito golpe del 15 luglio Erdogan ha intrapreso duri provvedimenti contro gli organi di informazione. Da quel giorno più di 35 mila persone sono state arrestate. Oltre 100mila licenziate. Nei giorni scorsi è stato emenato un nuovo decreto governativo che ha sospeso altri diecimila funzionari pubblici con l’accusa di terrorismo. Cumhuriyet da sempre era considerato il principale quotidiano d’opposizione in Turchia. Era apprezzato per le sue inchieste “scomode” contro il governo. Lo scorso anno il quotidiano ha ricevuto il premio Right Livelihood Award, noto come il premio Nobel alternativo, assegnato da una fondazione in Svezia.

Oltre alla retata nel quotidiano, in mattinata un tribunale di Diyarbakir, nella Turchia sudorientale, ha convalidato l’arresto anche dei due sindaci Gultan Kisanak e Firat Anli, accusati di “terrorismo” per dei legami con i militanti curdi del Pkk. Kisanak è stata deputata del Partito del popolo democratico (Hdp) prima di essere eletta come sindaco di Diyarbakir. Insieme ad Anli è accusata di aver tenuto discorsi a favore del Pkk e di aver permesso ai militanti curdi di usare le risorse municipali, di incitamento alla protesta violenta e di aver partecipato a manifestanti e incontri illegali.