Vince la diplomazia. Resterà deluso chi si attendeva una presa di posizione dura da parte di Bruxelles sulla manovra di bilancio che il governo italiano sta faticosamente mettendo a punto in queste ore e sul Documento programmatico (Dpb) inviato alla Commissione da Roma il 18 ottobre. L’attesa lettera di rilievi firmata dal vicepresidente Valdis Dombrovskis e dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici si limita infatti a chiedere all’Italia di inviare entro giovedì 27 ottobre chiarimenti riguardo alla “revisione degli obiettivi” di bilancio, sul “divario sostanziale emerso rispetto agli impegni presi la scorsa primavera” e sull’ammontare delle “spese eccezionali” – quelle che l’esecutivo rivendica per far fronte all’emergenza immigrazione e alle conseguenze del sisma del 24 agosto – inserite nel documento.

L’Italia, è l’esordio della missiva inviata martedì sera al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, “ha beneficiato di significativa flessibilità in base alle regole del patto di stabilità e crescita sia nel 2015 e 2016″. Sulla base degli accordi raggiunti con Bruxelles, proseguono i commissari, “il governo italiano si è impegnato nella sua lettera del 17 maggio 2016 a riprendere il percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine nel 2017″. Invece, “una valutazione preliminare del Dbp indica che la variazione del saldo strutturale (il deficit al netto del ciclo economico e delle componenti una tantum, ndr) nel 2017 è negativo e ben al di sotto del 0,6% del Pil o più raccomandato dal Consiglio il 12 luglio 2016″.

Di qui la richiesta di “ulteriori informazioni su un certo numero di punti, al fine di valutare se Italia soddisfa le condizioni in base alle quali una maggiore flessibilità è stata concessa per il 2016”. In particolare, la Commissione pretende spiegazioni sulla revisione dei target di bilancio, la differenza tra i nuovi obiettivi messi nero su bianco dal governo e le promesse fatte in primavera e sull’ammontare dei costi per i migranti e la ricostruzione post sisma, che il governo ritiene debbano star fuori dal calcolo del deficit ai fini della valutazione sul rispetto del patto di Stabilità. La chiusa è comunque interlocutoria: “La Commissione vuol continuare un dialogo costruttivo per arrivare alla valutazione finale”.

“La lettera è arrivata ed è una lettera assolutamente normale, per noi così come per altri paesi che l’hanno ricevuta”, ha commentato Padoan intervistato da Politics, ribadendo ancora una volta che in ogni caso la manovra non cambia: “E’ definita nel dettaglio e sarà mantenuta”.