“Oggi c’è un atteggiamento forte in Italia di chi, a fronte di chi ci sta provando, vive nel complottismo. Si deve contrastare l’idea che siano tutti ladri che vanno scoperti”. Il premier Renzi arriva all’assemblea Anci di Bari – dopo una serie di conferme e smentite sulla sua presenza o meno alla tre giorni alla Fiera del Levante che ieri ha incoronato Antonio Decaro come successore di Piero Fassino alla guida dell’Associazione dei comuni – e sprona i sindaci “a non lasciare spazio alla rassegnazione”. “Stiamo facendo un sacco di cose, alcune bene altre non bene. Ma quel che è certo è che stiamo mettendo il cuore nell’idea di restituire all’Italia la consapevolezza nelle proprie possibilità”.

Il presidente del Consiglio annuncia: “Dire che si modifica il turn over significa tornare a fare i concorsi, una cosa che è mancata in questi anni: possiamo immaginare di avere tra infermieri, forze ordine e spero medici, 10mila unità. C’è fame di lavoro”. E poi invita i primi cittadini a ricordare che “fare il sindaco è anche avere uno sguardo sul paese, il sindaco non è solo un amministratore di condominio”. “È una sfida culturale voi non siete solo amministratori di beghe quotidiane”, dice, ricordando loro che “la consapevolezza che un sindaco possa essere parte dirigente della classe nazionale è un argomento combattuto” ma al tempo stesso chiedendo “una mano, comunque vada il referendum”.

“Una delle sfide più importanti – sottolinea – è il rapporto con la Pa e i nostri dirigenti: deve essere un valore servire lo Stato, l’impiegato pubblico deve sentire l’onore del servizio. Va rottamata la filosofia Checco-Zaloniana e sfidare chi lavora con noi, dicendo che devono sentire l’orgoglio di servire il tricolore. Chiaro, poi bisogna anche sbloccargli i contratti ma va rovesciato l’approccio che c’è stato finora”.

Non mancano le frecciate all’Europa, “nella discussione sui prossimi Fondi Europei, dal 2020, dobbiamo mettere una regola: quei paesi non in grado di rispettare gli impegni sull’immigrazione, chi alza i muri, non deve avere finanziamenti privilegiati come accaduto in questi anni”. “Il terrorismo internazionale – afferma ancora, rivolto ai colleghi europei – non nasce nei barconi ma nelle periferie di Bruxelles e di Parigi e nelle scuole dove non è stata fatta integrazione”.  Tra le misure che annuncia, la novità è che tutto ciò che attiene all’edilizia scolastica diventa finanziabile, con la legge di stabilità, fuori dal patto di stabilità; poi che tutti i progetti presentati dai Comuni sulle periferie “saranno finanziati entro il 2017”. Quanto alle unioni di Comuni, vanno incentivate, “ma non possono essere un obbligo”. Al neo presidente dell’Anci Decaro che chiede di cambiare la legge sui piccoli Comuni, risponde “no. siamo alla quarta lettura”.

Tra i temi “caldi” con cui i sindaci sono spesso alle prese, quello dell’obbligo delle vaccinazioni nelle scuole. “Negli asili nido deve esserci chiarezza, basta con apprendisti-stregoni, i nostri asili devono avere i bimbi vaccinati. L’esempio dell’Emilia Romagna è serio”.  Infine ricorda ai primi cittadini che “siamo tutti pro-tempore” e li invita, “al di là del colore politico” a dare fiducia ai cittadini.