“Abbiamo chiuso il più grosso canale di rifornimento di shaboo per il Nord Italia”. Le parole del comandante provinciale dei carabinieri di Milano, Canio Giuseppe La Gala, fanno capire bene la portata della maxi operazione che gli investigatori dell’Arma hanno messo a segno all’alba di giovedì 13 ottobre: 36 arresti in tutta Europa e tre chili e mezzo di metanfetamina sequestrata. Non solo. Perché con questa indagine gli specialisti dell’antidroga sono riusciti a ricostruire e a cristallizzare una delle maggiori reti internazionali di produzione e spaccio della potente metanfetamina – utilizzata soprattutto all’interno delle comunità asiatiche – che in questi anni ha inondato le strade della Chinatown di Milano, e non solo.

I carabinieri sono partiti proprio dalle città del Nord Italia per ricostruire la filiera del traffico. Lo shaboo veniva “cucinato” in un sobborgo industriale a 25 chilometri da Varsavia, in Polonia. All’opera c’erano chimici vietnamiti che raffinavano la droga sintetizzando medicinali prodotti in Cina e vietati in molti Paesi europei. Da lì, una volta confezionata, partiva verso altre nazioni, compresa l’Italia, dove arrivava attraverso il passo del Tarvisio dopo aver percorso Repubblica Ceca o Ungheria (base operativa dei trafficanti). Dall’inizio dell’operazione i carabinieri hanno sequestrato circa tre chili e mezzo di shaboo, il cui valore al dettaglio si aggira attorno ai 2 milioni di euro. Questo perché, a differenza di altre sostanze, la singola dose equivale a un decimo di grammo. L’alta concentrazione rende facile anche il trasporto e l’occultamento. Difficile stabile quanta ne sia arrivata dall’inizio del traffico da questo canale, i carabinieri hanno stimato circa un chilo a settimana per il Nord Italia. I vietnamiti avevano solo un ruolo di chimici, i vertici erano tutti cinesi, i veri padroni del mercato dello shaboo a livello mondiale.

I 36 arrestati sono tutti cittadini stranieri: 19 cinesi, 13 filippini, 3 romeni e 1 vietnamita. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale del capoluogo lombardo nelle province di Milano, Monza e Brianza, Cagliari, Cremona, Como, Parma, Pavia, Prato, Rovigo, Treviso e, contestualmente, anche in Austria, Polonia, Romania e Spagna con la collaborazione dei collaterali organi di polizia, attivati tramite Interpol e grazie al coordinamento della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga.