Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che è felice anche le rare volte in cui sbaglia. Altre considerazioni.

1. Splendida Roma-Inter. Certo, quando accade è spesso colpa delle difese sfarfallanti, ed è questo il caso, ma chi se ne frega. Partita divertentissima, brave entrambe le compagini (?). Dzeko fa più sponde di Francesco Nuti in Io Chiara e lo scuro, Handanovic è sempre il migliore in campo dei suoi (e questo qualcosa vorrà pur dire). Faccio solo notare un aspetto. Dopo aver perso con l’Inter, la Juve ha vinto quattro partite su quattro, realizzato 307 reti e vinto lo scudetto con 8 anni di anticipo. Sangue ovunque. L’Inter, dopo aver battuto la Juve, ha fatto una vittoria, un pareggio e due sconfitte. Atteggiamento da provinciale: vuol dire accontentarsi della grande impresa e mollare, anche inconsciamente, quando non si ha davanti il nemico della vita.

2. Bene però Icardi: ancora una rete decisiva per lui. Applausi. #epicwandanara

3. L’Inter vincerà comunque l’Europa League, dove del resto il cammino è sin qui sontuosissimo. In finale Felipe Melo su Djokovic, 7-6 6-2. Solo serve and volley. E Medel Pallone d’oro. Agile, in scioltezza. #epicbrozo

4. Se i cecchini avessero la mira di Salah e Gnoukouri, la Terra sarebbe un pianeta bellissimo.

5. O Montella vuole dimostrare a tutti i costi che esiste in natura qualcosa di peggiore degli spot di Bruce Willis, o la sua insistenza su Calamity Abate non si spiega. Ha fatto più danni lui al Milan che Verdini alla Costituzione. Basta, per favore. Basta.

6. Avevo previsto 4 punti per il Milan tra Lazio, Fiorentina e Sassuolo. Ci avrei preso in pieno senza un arbitraggio imbarazzante, ma ho comunque sbagliato. Per punizione picchierò Nardella. Ci sta. Giusto annullare il gol del Sassuolo, sbagliato non dargli il rigore, assurdo darlo a Niang. Grande prova di Luiz Adriano, che mi ha ricordato quella di Tomba in Alex l’ariete. Montella schiera sempre i soliti undici e i nuovi acquisti li fa serenamente marcire in panchina, reputandoli financo peggiori di Poli. Quando poi giocano, tipo Gustavo Gomez, rimpiangi l’Armageddon. Niang in panchina mai: è l’unico insostituibile, anche se non sembra. Il Milan ha però vinto e fatto dieci punti in quattro turni dopo la gogna con l’Udinese. Incredibile. Note positive: la reazione. Locatelli (gol pazzesco). Il rilancio di Bonaventura. Suso, decisivo anche quando indovina due minuti a partita. Il culo: parecchio. E poi Paletta, che sembra sempre più il turnista sfigato a cui hanno chiesto di fare il frontman.

7. Bene Lazio, Chievo, Torino e Cagliari. Ah: se il Genoa vince il recupero con la Fiorentina, e può farlo perché i viola mi sembrano competitivi come la Casa Pia, è secondo. Così, per dire.

8. Siam sempre lì: la Juve vince anche quando gioca male, tipo a Palermo. Il Napoli, appena la partita si sporca, pareggia o perde. Lo ha detto anche Che Gue Sarri, e ha fatto bene a dirlo. Solo che poi il Commodoro Marxista ha ricominciato a frignare per il terreno, l’orario della partita e il buco nell’ozono. Mamma mia che due palle. Quando il Commodoro Marxista si traveste da Mazzarri in tuta è insopportabile. Il Napoli ha perso con l’Atalanta perché nel primo tempo El Papu Gomez & soci lo hanno tritato: stacce, Maurizio. Poche lagne.

9. “Dzeko sta gestendo il pallone in maniera enciclopedica”. Così parlò Ricky Trevisani a Sky. Giuro: lo ha detto davvero. L’umanità è senza speranze. Lo capisci dalle piccole cose.

10. Nell’indifferenza generale, Diego Alves ha parato 1478 rigori, Bayern Monaco e Real Madrid hanno pareggiato in casa, il Manchester City ha perso, il Barcellona ne ha prese quattro dal Celta Vigo. Ligabue ha fatto un nuovo disco. E anch’io non mi sento bene.