Il Congresso americano ha bocciato il veto del presidente Barack Obama sul disegno di legge Jasta che consente alle famiglie delle vittime degli attacchi dell’11 settembre di citare in giudizio governi stranieri per coinvolgimento diretto. In cima alla lista c’è l’Arabia Saudita. “Non è solo un grosso errore ma un precedente pericoloso che espone i militari americani all’estero al rischio di essere citati in tribunale da cittadini di Paesi stranieri” ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti.

Sulla legge Jasta (Justice Against Sponsors of Terrorism Act) si sono espressi sia la Camera (con 338 voti contro e 74 favorevoli) che il Senato (97 contro 1 a favore) superando la maggioranza dei due terzi, necessari per approvare il provvedimento e bloccare il veto. E’ la prima volta in otto anni che un veto di Obama viene respinto dal Congresso. “Annullare un veto presidenziale è qualcosa che non prendiamo con leggerezza, ma in questo caso è importante che alle famiglie dell’11 settembre sia consentito di chiedere giustizia anche se le cause possono creare problemi diplomatici” ha dichiarato il senatore democratico di New York Charles Schumer.

Negli attentati dell’11 settembre 15 dei 19 dirottatori di Al Qaeda erano sauditi, ma Riad ha sempre negato qualsiasi ruolo negli attacchi che provocarono più di 3 mila vittime. Per Barack Obama questa legge comportava una serie di rischi: da un lato comprometteva i rapporti con l’Arabia Saudita, alleato storico nella lotta all’Isis nella regione del Golfo, dall’altro quello di creare un precedente che consentirà ad altri Paesi di citare in giudizio gli Stati Uniti per eventuali danni. A tutto questo si aggiunge la minaccia dell’Arabia Saudita di vendere ogni proprietà negli Usa, compresi i 750 miliardi di dollari del debito sovrano americano detenuti dalle banche saudite.

Per il direttore della CIA, John Brennan, questa legge “potrebbe avere gravi implicazioni” per la sicurezza nazionale. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha commentato: “È la cosa più imbarazzante che il Senato degli Stati Uniti abbia fatto negli ultimi decenni”. Il presidente si è trovato contro anche Hilary Clinton, pronta a firmare la legge se verrà eletta. Obama durante gli otto anni della sua presidenza era ricorso al veto presidenziale contro il Congresso dodici volte.