Il decreto sugli arbitrati per stabilire l’eventuale indennizzo ai risparmiatori truffati dalle quattro banche salvate per decreto dieci mesi fa sembra finalmente in dirittura d’arrivo. Ma, salvo proroghe, sarà comunque troppo tardi per chi, in caso di sconfitta in sede arbitrale volesse tentare la via del rimborso forfettario pari all’80% della cifra investita che è possibile solo fino al prossimo 3 gennaio.

Secondo lo schema di decreto attuativo dei ministeri dell’Economia e della Giustizia sugli arbitrati trasmesso al Consiglio di Stato e riportato dall’Ansa, infatti, ci vogliono almeno otto mesi prima che la macchina inizi a dare i suoi frutti. Senza contare il tempo necessario per l’approvazione definitiva dei decreti stessi. Numeri alla mano, stando allo schema una volta entrate in vigore le norme, incluse le linee guida dell’Anac, operazione per cui l’Anticorruzione avrà 60 giorni di tempo, i Collegi arbitrali avranno 120 giorni, prorogabili fino a un massimo di altri 60 giorni, per definire i lodi relativi ai rimborsi degli obbligazionisti coinvolti nel crac di Banca Etruria, Carife, Banca Marche e Carichieti.

L’Anac dovrà definire con una propria delibera il contenuto minimo dei ricorsi, gli atti e i documenti che i risparmiatori devono produrre per accedere all’arbitrato. I risparmiatori avranno quattro mesi di tempo, a partire dalla data della comunicazione di possibile ristoro da parte del Fondo di solidarietà, per presentare, pena decadenza, il ricorso alla Camera arbitrale.  Quanto alle condizioni, nel testo si legge che l’ammontare degli indennizzi per gli obbligazionisti delle 4 banche sarà deciso dal Collegio arbitrale caso per caso. E che il ristoro potrà coprire anche “l’intera perdita subita“. Tuttavia, nel definire la cifra si terrà conto “in particolare degli eventuali maggiori interessi percepiti dall’investitore rispetto a quelli che sarebbero stati corrisposti per un Buono del Tesoro poliennale di durata finanziaria equivalente”. Nel corso del procedimento arbitrale è assicurato il contraddittorio e non sono ammesse prove “diverse da quelle scritte”.

Il procedimento arbitrale è gratuito. Tutt’altro che gratuita, invece, l’unica alternativa che rimarrebbe ai risparmiatori non soddisfatti del lodo, ma ormai esclusi dal rimborso forfettario pari all’80% di quanto perduto: la causa legale.