È scontro diplomatico fra Russia e Stati Uniti sulla Siria, dopo il raid aereo Usa che ieri ha ucciso decine di militari siriani. “Se prima nutrivamo sospetti che tutto questo era per difendere Jebhat al-Nusra, adesso, dopo i raid aerei sull’esercito siriano siamo giunti alla spaventosa conclusione che la Casa Bianca difende l’Isis“, ha attaccato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, riportata dalla Tass. L’agenzia di stampa russa aggiunge che ad Aleppo i miliziani hanno giustiziato 26 civili, fra cui nove adolescenti, nel distretto di Sheikh Hader. L’eccidio sarebbe avvenuto sabato. Sono più di 90 soldati delle truppe fedeli ad Assad, schierate anche loro contro l’Esercito islamico, che hanno perso la vita nel bombardamento della coalizione internazionale nella provincia orientale di Deir al-Zur, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani. L’ong ha anche riferito che gli attacchi condotti dall’aviazione russa hanno causato a loro volta la morte di almeno 30 membri del gruppo terroristico dello Stato islamico.

Il Pentagono ha ammesso che è “possibile” che il bombardamento abbia ucciso personale dell’esercito e distrutto veicoli del governo di Damasco. Le forze della coalizione internazionale, si legge nella nota, ritenevano di colpire la postazione di un gruppo di militanti dello Stato Islamico, seguita da tempo. “L’attacco aereo della coalizione è stato immediatamente fermato quando i funzionari sono stati informati dalle autorità russe che era possibile che fossero stati colpiti uomini dell’esercito siriano”, si legge nella nota. “L’unità militare siriana non è stata colpita intenzionalmente”. In Siria, si legge, c’è “una situazione complessa con diverse milizie e gruppi militari che operano in prossimità”. “La coalizione analizzerà questo attacco e le circostanze per vedere se è possibile trarne lezioni”, conclude il comunicato del Pentagono, che non ha offerto alcun dato su eventuali morti o feriti in seguito all’attacco.

Il raid è stato invece “intenzionale, e un tentativo di dirottare l’accordo di cooperazione tra Mosca e Washington”, ha detto l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, parlando ai giornalisti al termine della riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza Onu sulla Siria, chiesta proprio da Mosca in seguito alla strage. Una richiesta bollata come “uno stratagemma, una manovra diversiva, una richiesta cinica e ipocrita” dalla sua omologa statunitense Samantha Power.  “Mosca deve focalizzarsi sull’attuazione del cessate il fuoco e non su questi giochetti”, ha chiosato.

Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani oltre 160 persone, fra combattenti e civili, sono morte nelle ultime 24 ore in bombardamenti e combattimenti. Secondo l’organizzazione ieri è statala giornata con il numero più alto di vittime da quando lunedì è entrata in vigore la tregua. E a fare salire la cifra è il raid compiuto ieri per errore dalla coalizione internazionale anti Isis a guida Usa vicino all’aeroporto di Deir al-Zor, in cui secondo il bilancio della ong sono rimasti uccisi almeno 90 soldati siriani. Altri soldati governativi sono rimasti uccisi in bombardamenti israeliani avvenuti ieri alle porte di Quneitra e altri scontri alla periferia di Homs. Inoltre 21 civili sono morti per i bombardamenti avvenuti sempre ieri nelle province di Aleppo, Homs, Rif Damasco, Raqqa e Quneitr.