Italia-Francia in futuro potrebbe essere ricordata come una di quelle partite che ha cambiato la storia del calcio. Non certo per l’esordio poco brillante sulla panchina azzurra di Giampiero Ventura. E nemmeno per il risultato, un pesante 1-3 ininfluente come per tutte le noiose amichevoli fra nazionali. Allo Stadio San Nicola di Bari ha debuttato per la prima volta in un match internazionale la moviola in campo. E il test è stato talmente buono, come spiegato dal nuovo presidente Fifa Gianni Infantino e dall’arbitro Kuipers, che l’avvento nella tecnologia nel mondo del calcio da ieri sembra più vicino. Anzi, in futuro potrebbe arrivare un’ulteriore novità: una specie di “offside-line technology”, un sistema di rilevazione in tempo reale del fuorigioco. Una vera rivoluzione.

Video Assistant Referees, in breve Var: l’introduzione dell’assistenza video per gli arbitri, quella che tutti i tifosi dai tempi del processo di Biscardi chiamano comunemente “moviola in campo”, ha segnato a Bari una tappa fondamentale nel suo percorso. Esperimenti c’erano già stati prima e ci saranno in futuro: in Olanda, ad esempio, lo provano da oltre un anno. Ma Italia-Francia è stata la prima volta in un big match fra nazionali, sotto gli occhi di tutto il mondo. E il debutto, per bocca dello stesso numero uno della Fifa Gianni Infantino, è stato “molto positivo”.

Gli assistenti (due tecnici, un auricolare e un video-arbitro, operanti all’interno di un furgone con quindici monitor e le tecnologie più avanzate) hanno aiutato il direttore di gara in almeno tre episodi che avrebbero potuto influenzare la gara: già al 4’, su un’entrataccia di Sidibe al limite dell’espulsione; poi al 27’ del primo tempo, quando Giroud ha riportato in vantaggio gli ospiti in posizione di sospetto fuorigioco; e ancora al 33’, quando un colpo di testa di De Rossi è stato respinto da Kurzawa tra petto e braccio e lo stadio ha gridato al rigore.

In tutti e tre i casi l’olandese Kuipers aveva visto bene (solo giallo nel primo caso, gol regolare e niente penalty), ma la sua decisione è stata confermata dalla moviola. In tempo reale: come spiegato dal diretto interessato, al fischietto è bastato temporeggiare qualche secondo (rallentare l’estrazione del cartellino dalla tasca, procedere più piano verso il centro del campo) per ricevere un’indicazione chiara via audio. “Per un arbitro è molto rassicurante sapere che c’è qualcuno pronto ad aiutarti e a correggere un tuo eventuale errore”, ha spiegato. E a chi obiettava il possibile contraccolpo psicologico dell’essere smentito davanti al pubblico, ha risposto Zvonimir Boban, nuovo vicesegretario Fifa: “Meglio essere corretti all’istante che crocifissi dopo la partita”.

Insomma, il Var ha superato a pieni voti il primo vero banco di prova. E per questo la fase di monitoraggio continuerà con maggior intensità nei prossimi due anni. Sempre con l’Italia (per precisa volontà del presidente Tavecchio) in prima linea: l’esperimento verrà ripetuto il 15 novembre in occasione dell’amichevole della nazionale contro la Germania a San Siro. Intanto la tecnologia sbarcherà anche in Serie A: già a partire dalla settima giornata, ma solo “off-line” (ovvero senza comunicazioni al direttore di gara e quindi senza impatto sulle partite: servirà a raccogliere dati).

L’obiettivo è inserire il Var in partite ufficiali della Coppa Italia del prossimo anno, per farsi trovare pronti alla data storica del 2018, quando l’Ifab potrebbe dare l’ok definitivo: il presidente Infantino non ha escluso la presenza della moviola già ai prossimi Mondiali in Russia. Anche perché, intanto, potrebbe arrivare un’altra novità, forse ancor più clamorosa: l’ex arbitro Massimo Busacca, oggi capo internazionale dei fischietti, ha svelato che in Fifa stanno lavorando anche su un nuovo sistema di telecamere in grado di tracciare in tempo reale la linea del fuorigioco che ormai da anni siamo abituati a vedere nei replay della tv.

Una sorta di “offside-line technlogy”, simile a quella già in uso per i “gol fantasma” (anche se ovviamente più difficile da realizzare, perché qui manca l’elemento statico costituito dalla porta). Sarebbe forse l’ultimo passo verso un calcio senza polemiche, errori arbitrali, complotti presunti e reali. Quasi un’utopia.

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