I pregiudizi sono una pessima cosa, anche e soprattutto in ambito musicale. Memori di questa regola fondamentale, domenica sera ci eravamo ripromessi di seguire l’esibizione di David Guetta allo Sziget Festival con totale apertura mentale e disposizione all’ascolto e alla comprensione. Anche perché l’immensa area dell’isola di Obuda che ospita l’evento era piena, stracolma, come non avevamo visto nei due giorni precedenti. David Guetta è un fenomeno di massa e come tutti i fenomeni di messa va rispettato e analizzato. Attira folle oceaniche, guadagna milioni di euro l’anno. E il prezzo lo fa il mercato, dunque ci dobbiamo stare, nonostante i gusti personali.

Però, perché c’è un enorme però che aleggia sul capo del fratello di Natalina, la perpetua di don Matteo, la totale apertura mentale non significa, e non può significare, mancanza di senso critico. E allora cerchiamo di capire perché così tanta gente era lì, sul grande spiazzo del main stage dello Sziget, ad ascoltare un signore che non si sa bene neppure cosa faccia. Urge altra premessa importante: il DJ può essere un artista a tutti gli effetti, e in alcuni casi lo è. Quindi rispetto assoluto e niente nasi che si storcono con fare schifato. E magari Guetta sarà anche bravo, chissà. Non siamo critici musicali e non rischiamo neppure di addentrarci in quel territorio minato. Però osserviamo e ascoltiamo molta musica, quello sì, e domenica sera abbiamo capito una cosa fondamentale: un “concerto” di David Guetta è una delle cose più noiose che ci siano mai capitate in vita nostra.

E chi viene dalla provincia profonda del Sud Italia, quando parla di noia sa quello che dice. Ci si può annoiare in uno dei posti più divertenti d’Europa? Evidentemente è possibile, anche se onestamente è la prima volta che capita da tre giorni a questa parte. Con i suoi molti palchi e i suoi tanti generi musicali pronti ad accontentare qualsiasi palato, lo Sziget è costruito proprio per non annoiare, per dare a tutti l’occasione di divertirsi. Ma cosa c’è di divertente in un signore che mette dischi dietro una console? Sì, siamo consapevoli che suona come un ignorante discorso da signore attempato, che rimpiange i bei tempi dell’orchestra Casadei o i Festival di Napoli. Ma il problema non è solo musicale, signora mia! Il problema è che non si capisce cosa faccia esattamente David Guetta dietro quella console. È un nostro limite, diciamolo subito, prima che qualcuno cominci a dire che non capiamo nulla, che siamo ignoranti musicali e via così, fino allo shitstorming più sfrenato.

Perché tutta quella gente? Perché qualcuno sceglie liberamente di pagare 65 euro per assistere allo show (noiosissimo, ripetiamo) di un signore che mette i dischi come lo faceva il nostro compagno di classe alle feste delle medie? Forse il problema è proprio qui: nella sproporzione tra quello che Guetta fa e quello che Guetta guadagna. Rispetto per Sua Maestà il mercato, ripetiamo, ma la bolla dei DJ forse è diventata troppo grossa. Da Las Vegas a Ibiza, dai festival europei alle folle oceaniche in Corea del Sud, i DJ incassano cifre da capogiro, girano in jet privato, sono i frontman di un certo modo di concepire la musica ai giorni nostri. Dove c’è gusto non c’è perdenza, signora mia: ognuno ascolti pure la musica che vuole, spenda tutti i soldi che desidera, si esalti pure ascoltando grandi successi del passato massacrati da pessimi remix tutti uguali. Libertà assoluta, soprattutto qui, sull’isola della libertà. E allora date anche a noi la libertà di dire che David Guetta è un bluff, un “artista” noiosissimo che per un’ora e mezza ha fatto ballare parecchie migliaia di persone senza dire quasi nulla. Ogni tanto urlava “Are you ready, Budapest?”, tanto per dimostrare agli organizzatori di essere sveglio e vigile, ma nulla più di questo. Musica a parte, è show questo? No, signora mia. Non lo è.