Petro Poroshenko ha disposto “l’allerta massima“, con la precisa indicazione di prepararsi al combattimento, per tutte le unità militari al confine con la Crimea e nel Donbass. Ne ha dato notizia lo stesso presidente ucraino su Twitter. Poroshenko ha avvertito di voler parlare direttamente con il presidente russo Vladimir Putin e con alcuni leader occidentali, chiedendo al suo ministro degli Esteri di organizzare conversazioni telefoniche con il capo del Cremlino, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande, con il vicepresidente Usa Joe Biden e con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Mercoledì Putin ha accusato Kiev di usare tattiche terroristiche per cercare di destabilizzare la regione di Crimea, che Mosca ha annesso nel 2014. Kiev ha respinto le accuse.

Sulla questione il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è pronto a riunirsi d’urgenza. A chiedere l’incontro è stata Kiev, dopo “le ultime provocazioni della Russia in Crimea”, ha confermato la Rappresentanza Permanente dell’Ucraina al Palazzo di Vetro. “Siamo pronti ad affrontare nuovi sviluppi provocatori, e quando verrà superato un certo punto chiederemo la convocazione del Cds”, aveva anticipato ieri l’ambasciatore ucraino all’Onu Volodymyr Yelchenko parlando ai giornalisti.

Anche la Nato manifesta preoccupazione. “Stiamo monitorando da vicino e con preoccupazione le crescenti tensioni tra Russia ed Ucraina”, afferma un portavoce della Nato, aggiungendo che l’Alleanza è “rassicurata dalla risoluta condanna da parte dell’Ucraina del terrorismo in tutte le sue forme”.

“Notiamo che l’Ucraina – aggiunge il funzionario – ha respinto con forza le accuse della Russia e chiarito che Kiev è impegnata a ristabilire la sua integrità territoriale esclusivamente con mezzi politici e diplomatici. Inoltre notiamo che la Russia non ha fornito alcuna prova tangibile delle sue accuse contro l’Ucraina”. “La recente attività militare della Russia in Crimea non aiuta ad allentare le tensioni. Chiediamo alla Russia di lavorare per la calma e la de-escalation“.

“Siamo profondamente preoccupati anche dalla recente impennata della violenza nell’Ucraina orientale e per l’aumento delle violazioni del cessate-il-fuoco lungo la linea di contatto, in primo luogo da parte di militanti sostenuti dalla Russia. Chiediamo a tutte le parti di tornare al tavolo del negoziato e di lavorare per una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina con mezzi pacifici e diplomatici. La chiave è la piena messa in atto degli accordi di Minsk” ha concluso il funzionario.