Flotilla, Israele prepara il terreno all’assalto: “A bordo membri di Hamas”. La missione: “Sceneggiatura per i loro crimini”
Neanche il tempo di partire che i media israeliani hanno già iniziato a far filtrare che la Flotilla in navigazione verso Gaza verrà fermata in acque internazionali. Con un velato riferimento anche a metodi che dalle imbarcazioni del soccorso umanitario definiscono un “potenziale uso di forza letale”. In un articolo con diverse veline delle forze armate di Tel Aviv, infatti, il sito N12 – molto vicino a Benjamin Netanyahu – prospetta l’intervento della Shayetet 13, l’unità di incursori della Marina israeliana, e fa esplicito riferimento alla strage della Mavi Marmara, la nave turca che faceva parte della Gaza Freedom Flotilla del 2010 attaccata in acque internazionali. In quell’episodio morirono dieci attivisti turchi e rimasero ferite altre decine di persone, causando una crisi diplomatica tra Turchia e Israele.
Nell’articolo di N12 fonti interne della forze israeliane hanno annunciato: “Non permetteremo a questa flottiglia di raggiungere Israele”. E viene preannunciata la “valutazione operativa”: gli incursori di Shayetet 13 prenderanno il controllo delle navi qualora tentassero di avvicinarsi alle coste del Paese. Il motivo? “L’attuale flottiglia si preannuncia più violenta delle precedenti e si prevede una maggiore resistenza da parte dei partecipanti”. Non solo. Si adombra addirittura il sospetto che a bordo siano “presenti elementi affiliati all’organizzazione terroristica Hamas”.
Affermazioni che hanno provocato la reazione della Flotilla che parla di una “sceneggiatura” allestita dai “media controllati dal regime israeliano” con una “tattica prevedibile” che “ricalca il linguaggio usato in passato per giustificare il massacro dei dieci operatori umanitari” della Mavi Marmara. “Lo stiamo denunciando prima che agiscano: nessun governo o leader può affermare di non saperlo”, dicono dalla Flotilla ricordando che a bordo ci sono “operatori umanitari disarmati e non violenti, medici, giornalisti e volontari”. Tra loro anche il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani. “Il nostro scopo – sottolineano – è quello di aprire un corridoio umanitario e raggiungere le coste di Gaza con aiuti e lavorare al fianco del popolo palestinese nella sua ricerca della libertà e della liberazione collettiva. Rimaniamo fermi nelle nostre convinzioni e continueremo a navigare nelle acque internazionali con gli aiuti e la legge dalla nostra parte”.
Quindi destrutturano l’articolo di N12: “Stanno dicendo al mondo che siamo ‘più violenti dei nostri predecessori’. Questa è una falsità ideata per dare ai loro commando il ‘via libera’ all’uso della forza letale contro civili disarmati. Voglio rivendicare la legittima difesa dopo averci attacco in acque internazionali”. Quindi definiscono la vicenda di affiliati di Hamas a bordo come il “capro espiatorio del ‘terrorista’”, con il quale “stanno cercando di privare volontari pacifici e non violenti del loro status di medici, giornalisti e attivisti, tentando di trasformare una flottiglia guidata da civili in un obiettivo militare”.