In Italia accadono fatti gravi. Il Premier prepara la campagna d’autunno assestando colpi alla democrazia. Pochi reagiscono. La società civile tace, complice il caldo d’agosto. Eppure la situazione è preoccupante. Dal servizio pubblico scompare ogni voce libera, critica, non allineata al potere. Via Massimo Giannini. Via Bianca Berlinguer dal Tg3. Eccetera. Fine del pluralismo in Rai. Proviamo a ragionare.

Il caso Giannini non ha una sola motivazione che non sia l’epurazione di una personalità lucida e libera. Ballarò piaceva per la critica al potere che ne costituiva l’essenza. Può un giornalista politico non essere scomodo senza cessare d’essere giornalista?

In Italia accadono fatti gravi. Non solo “Enrico-stai-sereno” prima del colpo di pugnale; siamo al “Via i partiti dalla Rai” con successiva occupazione della Rai. La menzogna al potere. E’ un attacco alla democrazia, che non sopporta la violenza. Il referendum d’autunno – nelle condizioni date – è (di fatto) un referendum truccato. Furono elezioni truccate quelle del 1924. Matteotti denunciò metodi e comportamenti: pestaggi, soprusi, brogli elettorali. Oggi non è più così. Vero. Si tratta di capire tuttavia se solo la violenza fisica può essere definita sopruso, illecito, pestaggio. Insomma, Massimo Giannini e Bianca Berlinguer non sono stati forse pestati per lesa maestà? C’è una violenza fatta al diritto d’informazione – una violenza ai cittadini – se sugli schermi della Tv di Stato hanno diritto di parola solo Renzi, i renziani e i renzizzati. Non va bene.

Il Premier ha costruito – con le epurazioni odierne – una Rai di parte (il merito, il curriculum, non contano nulla). Rai militarizzata: si vota sulla riforma della Costituzione: le ragioni del Sì dilagano; quelle del No restano ignote ai sudditi che devono solo pagare il canone. Paghino e ascoltino la voce del padrone! Questa è l’idea di democrazia che ha in testa Renzi.

In Italia accadono fatti gravi. Ci avviamo verso un referendum truccato. Esagero? Si tratta di capire – ripeto – se solo la violenza fisica è violenza. Non fa rabbrividire anche l’uso strumentale dell’informazione? La manipolazione mediatica? Il pensiero unico? Zagrebelsky e Pace e altri hanno denunciato: ha ascoltato qualcuno?

Altro che “decisionismo del leader”, come minimizza il solito Stefano Folli. Sulla Rai è come in guerra: i trattati di pace sono pezzi di carta, disse il cancelliere tedesco. Anche la Rai calpesta le sue regole. Chilometri di carta, norme, divieti, articoli, principi di trasparenza, paletti, procedure di reclutamento, obblighi, approvati dal Consiglio di Amministrazione. Parole. Nei fatti: nomina dei direttori Tg senza “selezione”. Procedimenti/regole/norme sono carta straccia. Conta solo la volontà di potenza. In autunno c’è la guerra occorre prepararsi. Logica militare. Logica renziana. Tutto il resto è chiacchiera.

A questo siamo. A un referendum truccato per manifesta volontà governativa di manipolarlo/influenzarlo attraverso l’occupazione della Rai. Non c’è bisogno del manganello, oggi. Basta buttare fuori i professionisti che non si allineano e il gioco è fatto. Un gioco sporco, al quale solo il Presidente della Repubblica, ormai, con la sua autorità morale può mettere fine. Mi è successo più volte di criticare Napolitano (con articoli sulla Trattativa Stato-mafia), di Sergio Mattarella invece ho grande stima: persona seria e integerrima, mi sento protetto dalla sua presenza al Colle. Sono sicuro che sul tema dell’informazione – del diritto all’informazione – non resterà in silenzio. Se il Premier esagera nell’esercizio delle sue funzioni (occupando la Rai), il Presidente della Repubblica può/deve frenarlo. Ne va della nostra democrazia. Non c’è solo la violenza fisica. Oggi il popolo è stuprato nel suo diritto fondamentale di conoscere, sapere, e votare con cognizione di causa.