Non sarà facile per Virginia Raggi cambiare le regole in Acea. D’ora in poi il sindaco di Roma dovrà vedersela con francesi di Gdf-Suez diventati un socio ingombrante grazie ad una mossa a sorpresa di Francesco Gaetano Caltagirone. Il costruttore-editore romano cederà infatti al gruppo d’Oltralpe buona parte (il 10,8%) delle azioni (15,8%) detenute nella società controllata dal Campidoglio (51%). In cambio Caltagirone riceverà il 3,5% di Gdf-Suez nell’ambito di un’operazione dal valore di 293 milioni di euro.

Il costruttore-editore capitolino diventerà quindi il terzo socio del gruppo francese, mentre Gdf-Suez sarà il primo azionista privato della società romana dell’acqua e dell’elettricità con una quota del 23,3 per cento. “L’operazione sarà realizzata tramite emissione di nuove azioni (circa il 3,5% del capitale) nel quadro della rinegoziazione di un progetto di cooperazione industriale di lungo periodo in via di finalizzazione con Caltagirone”, hanno spiegato fonti Suez.

Con questa mossa, Caltagirone tiene fede alle promesse fatte già prima della vittoria del Movimento 5 Stelle al Campidoglio e mette in atto una strategia di internazionalizzazione grazie ai consolidati rapporti con i soci francesi di Acea. Alla giunta Raggi spetterà ora l’arduo compito di interloquire con l’azionista industriale transalpino che in passato ha sostenuto, assieme a Caltagirone, la nomina dell’attuale amministratore delegato di Acea, Alberto Irace. Proprio il rinnovo del consiglio di amministrazione di Acea, previsto a marzo 2017, potrebbero essere il primo banco di prova nei rapporti fra il Campidoglio e i soci d’Oltralpe.

Il sindaco di Roma non ha mai fatto mistero della volontà di cambiare i vertici di Acea. I francesi, invece, hanno finora sostenuto l’attuale strategia di Irace che conta sulla fine anticipata del suo mandato per intascare una consistente buonuscita. Difficile fare pronostici. Ma per ora da Parigi arriva un messaggio distensivo: “Roma ha grandi problemi con il trattamento dei rifiuti e un gruppo come il nostro può essere d’aiuto”, ha spiegato all’agenzia Reuters il numero uno di Suez, Jean-Louis Chaussade, lasciando intendere l’intenzione del gruppo di sostenere Acea in un percorso di crescita di lungo periodo.

Ma non è tutto oro quel che luccica. Fra i motivi che hanno spinto Caltagirone a farsi da parte c’è infatti la difficoltà nel raggiungere un compromesso con il Movimento 5 Stelle sulla gestione dell’azienda. Difficoltà che non è detto siano superate con i soci francesi. Quindi se da un lato le banche d’investimento si felicitano per gli effetti positivi dell’operazione sul titolo Acea, dall’altro per l’azienda si apre una nuova era tutta da immaginare.