E’ stato identificato il secondo killer dell’attentato nella chiesa vicino a Rouen, in Normandia (Francia), nella quale è stato ucciso un prete. Fonti giudiziarie citate da BFM-TV confermano che si tratta di Abdel Malik B., 19 anni, di Aix-Les-Bains, in Savoia. Era conosciuto dalle forze dell’ordine, così come il suo complice Adel Kamiche. Ed era schedato con la lettera “S” delle persone radicalizzate a rischio di passare all’azione era ricercato da cinque giorni dalla polizia. Lo Stato islamico ha postato un video in cui si vedono i due attentatori giurare fedeltà al ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi. Lo riporta l’agenzia di stampa dell’Isis, Amaq. Il fatto che entrambi fossero già conosciuti dagli investigatori ha creato numerose polemiche, ma il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve interpellato sull’argomento da Europe 1 ha detto che una detenzione preventiva di questi individui è anticostituzionale.

Intanto è arrivata anche la condanna di Ahmad Al-Tayyib, il grande imam di Al-Azhar, la massima istituzione dell’Islam sunnita con sede al Cairo, ha condannato “l’attacco terrorista”. “Gli autori di questo attacco barbaro – ha detto – si sono spogliati dei valori dell’umanità e dei principi tolleranti dell’Islam che predica la pace e ordina di non uccidere gli innocenti”. “L’Islam ordina il rispetto di tutti i luoghi di culto dei non musulmani”, ha aggiunto rinnovando l’appello a unirsi per far fronte al “cancro del terrorismo“.

Hollande: “Risponderemo con armi della Repubblica”. Altri 10mila soldati in campo – Oggi i rappresentanti religiosi in Francia sono stati ricevuti all’Eliseo e al presidente delle Repubblica François Hollande hanno dato la loro disponibilità a collaborare in questa situazione di emergenza, ma al tempo stesso hanno chiesto maggiori tutele. Subito dopo Hollande ha presieduto un consiglio nazionale di sicurezza e difesa per fare il punto della situazione. “Risponderemo al terrorismo con le armi della République” ha detto. Proprio oggi il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian ha annunciato che saranno distribuiti più militari sul territorio, per un dispiegamento totale di 10mila uomini: 4mila a Parigi, altri 6mila in provincia. Il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ha parlato di un dispiegamento totale di 23.500 uomini tra polizia, gendarmi, militari e riservisti. Poco prima il capo dell’opposizione ed ex presidente Nicolas Sarkozy aveva sottolineato di nuovo la necessità di un “nuovo quadro” giuridico per combattere il terrorismo.

I leader religiosi: “Più sicurezza nei luoghi di culto” – Dopo l’attentato nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray in Normandia dove un prete è stato sgozzato, i rappresentanti religiosi, ricevuti all’Eliseo, hanno chiesto una sicurezza rafforzata per i luoghi di culto. In particolare, nel corso dell’incontro con il presidente Francois Hollande, è stato chiesto che questi siano “oggetto di una più grande attenzione, un’attenzione sostenuta” sulla sicurezza. Al tavolo hanno partecipato rappresentanti cattolici, ortodossi, protestanti, come anche dell’Islam, dell’ebraismo e del buddismo. Per Dalil Boubakeur, rettore della Grande Moschea di Parigi, presente questa mattina all’Eliseo, “c’è una contraddizione di valori. Abbiamo sperato nell’avvenire, sarebbe tempo per i musulmani di assumere la consapevolezza di ciò che non funziona in questa visione mondiale dell’Islam e che i musulmani di Francia prendano l’iniziativa, l’iniziativa di una formazione molto più attenta dei nostri religiosi e anche la sensazione che si debba mettere in agenda una certa riforma delle nostre istituzioni”. Da parte sua, l’arcivescovo di Parigi e presidente della conferenza episcopale francese, André Vingt-Trois, si è interrogato sul senso che bisogna dare alla fede. Per lui bisogna “sapere in quale Dio crediamo. Crediamo in un Dio di morte o in un Dio di vita? Un Dio che si compiace della morte degli uomini e premia chi li uccide? O un Dio che vuole far vivere l’uomo e sostiene coloro che combattono per la vita umana? E’ esattamente su questa scelta della cultura del nichilismo che si costruisce tutta la propaganda, la stessa che porta alla deriva un certo numero di giovani”.

I fedeli di Saint Denis: “No alle chiese blindate” – Non sono d’accordo con la “blindatura” i fedeli. Chi frequenta la basilica di Saint-Denis, la chiesa più importante del Paese alle porta di Parigi, dove sono sepolti praticamente tutti i re della storia di Francia, spiega che “non si possono blindare le chiese come fossero fortini, ma bisogna invece lasciare le porte aperte”. I credenti si dicono comunque “rassicurati” dai due bodyguard che controllano attentamente zaini e borse di chiunque voglia accedere all’interno. Ieri, durante una telefonata con Papa Francesco, il presidente Hollande aveva garantito che la Francia “farà di tutto per proteggere le nostre chiese e i nostri luoghi di culto”.