Per Il manifesto si apre un nuovo capitolo grazie alla decisione di un gruppo di giornalisti di ricomprare la testata che avevano preso in affitto dai commissari della liquidazione coatta amministrativa. L’operazione è stata possibile anche grazie alla raccolta fondi tra i lettori. “La notizia è semplice, straordinaria, emozionante: siamo tornati padroni del manifesto – scrive la direttrice Norma Rangeri nell’editoriale di venerdì, quando il giornale è uscito in edizione straordinaria annunciando “l’inizio di un quotidiano nuovo: il manifesto”.  – La compravendita è stata conclusa per un importo pari a 900.000 euro più iva. In una straordinaria campagna di autofinanziamento avviata nei mesi scorsi, i lettori del manifesto hanno contribuito con donazioni per un importo pari a oltre 470mila euro, mentre i lavoratori del giornale si sono auto-tassati per un importo pari a 120mila euro più la rinuncia alla quattordicesima“.

Il Nuovo Manifesto Società Cooperativa Editrice ha acquisito anche l’archivio storico e il dominio internet www.ilmanifesto.it. “La liquidazione coatta amministrativa della vecchia cooperativa editrice – spiega una nota – è iniziata nel febbraio del 2012. Il 1 gennaio 2013 – alla cessazione delle attività decretata dai commissari liquidatori – la grande maggioranza dei giornalisti e poligrafici ha dato vita a una nuova cooperativa, che da allora ha editato il giornale affittando la testata a un canone di 26mila euro al mese, impegnandosi fin dall’inizio a non perdere un giorno in edicola e a riacquistare gli asset in liquidazione per tornare ‘padroni’, come in passato, di un giornale nazionale indipendente e non-profit autogestito dai lavoratori”.

“Si conclude così un periodo straordinario durato quattro anni, di lavoro tenace e silenzioso, con un risultato senza precedenti in Italia: una cooperativa autogestita dai lavoratori è riuscita a recuperare e riacquistare una testata fallita con le sole forze della redazione e dei lettori. Il manifesto – è la conclusione – ha chiuso il bilancio 2015 con un utile netto post-imposte di 515mila euro, utilizzati per comprare la testata e rilanciare il giornale”.