È stato assolto con formula piena Mauro Merlino, il disoccupato di Fiorano (Modena) querelato per diffamazione da Attilio Befera, ex presidente di Equitalia, dopo che in un video, pubblicato su YouTube, aveva accusato l’ente di riscossione tributi di “istigazione al suicidio” . “Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, che il giudice depositerà entro i prossimi 90 giorni – spiega al fattoquotidiano.it Paolo Casetta, avvocato di Merlino – tuttavia in aula è stato ribadito il diritto di critica sancito dalla nostra Costituzione, e quello di esprimere liberamente il proprio pensiero”. “∗È una vittoria nei confronti del potere – sottolinea Merlino – e una vittoria per tutti gli inascoltati senza voce. Finalmente, dopo quattro anni posso riposarmi”.

La battaglia di Merlino, 45 anni, contro l’ente di riscossione, era iniziata nel 2011, quando l’ex operaio modenese aveva perso il lavoro per via della delocalizzazione dell’azienda ceramica dove era impiegato. “Le ho provate tutte per trovare un altro posto – spiega – ma senza grandi risultati. Vado avanti a lavori saltuari, ho fatto le pulizie, il giardiniere, ma sempre incarichi da una o due giornate”. Merlino si era anche rivolto alle istituzioni locali per chiedere aiuto: “Mi sarebbe andato bene un lavoro di qualsiasi tipo, per poter mantenere la mia famiglia. Essere disoccupati a 40 anni è come essere tagliati fuori dal mondo. Ma nessuno mi ha aiutato”.

Così, nel 2012, per sfogare la frustrazione, Merlino si era rivolto alla rete. In un primo video aveva, in modo provocatorio, messo in vendita un rene per poter pagare le bollette, e successivamente, in un secondo filmato, pubblicato sul suo canale YouTube, aveva accusato Equitalia di “istigazione al suicidio”. Il riferimento era alla morte di Giuseppe Campaniello, l’artigiano edile che il 28 marzo 2013, oberato dai debiti, si tolse la vita dandosi fuoco davanti alla Commissione tributaria di Bologna. “Volevo sfogarmi, dire la mia, perché da anni vedo solo porte chiuse davanti a me, e perché ogni giorno apro il giornale e leggo di imprenditori che si suicidano per crisi. Non è giusto”.

Per Befera, tuttavia, quel video andava a colpire Equitalia nella reputazione e nell’onore, tanto da far scattare una denuncia per diffamazione. Un caso che aveva fatto il giro dell’Italia, tra manifestazioni a sostegno di Merlino durante le varie udienze in tribunale, e iniziative di protesta contro Equitalia, con lo stesso disoccupato fioranese che nei mesi scorsi ha messo in atto uno sciopero della fame e della sete, e che il 28 giugno, giorno della sentenza, si è presentato davanti al foro modenese con le manette ai polsi. “Alla fine però il giudice mi ha dato ragione, e credo che questa sia una vittoria per tutti – sorride Merlino – una condanna avrebbe voluto dire che nessuno è più libero di parlare”.