L’Osteria Francescana di Massimo Bottura è il primo ristorante al mondo. Così recita la classifica dei World’s 50 Best Restaurants 2016 che vede al secondo posto l’El Celler de Can Roca a Girona (Spagna), e al terzo l’Eleven Madison Park di New York (Usa). Visibilmente commosso e frastornato Bottura ha ritirato il premio durante la cerimonia svoltasi al Cipriani Wall Street di New York. Abito minimale ed elegante, quasi un doppio simbolico della sua estasiante e rinomata cucina, il 54enne chef modenese, che un bel giorno lasciò giurisprudenza per aprire un’osteria nella bassa padana a Nonantola, è salito sul palco assieme alla moglie newyorchese Lara Gilmore e tenendo in mano una bandiera italiana più grande di lui con stampigliati sopra alcuni articoli della Costituzione, ha festeggiato un risultato se non atteso, almeno inseguito per anni. “Mi esplode il cuore, mi sembra di morire, è una cosa meravigliosa”, ha spiegato lo chef unanimemente riconosciuto tra i più innovativi al mondo. “Devo ringraziare mia moglie, la mia famiglia e il mio team che mi stanno guardando ora dal ristorante. Voglio ringraziare tutti, è stato così difficile arrivare fin qui. Il nostro è un duro lavoro. Penso che l’ingrediente più importante per il futuro è la cultura, perché la cultura porta alla conoscenza e la conoscenza porta alla coscienza Massimo Bottura. Mi sento che a breve piangerò di gioia”.

E’ la prima volta che un ristorante italiano vince quello che oramai viene definito l’Oscar della Cucina mondiale. L’Osteria Francescana aveva già raggiunto altissimi piazzamenti nelle ultime edizioni del World’s 50 Best Restaurants: nel 2013 e 2014 era arrivata terza, e nel 2015 seconda. Insomma, il gradino più alto del podio per l’inventore di piatti come “La patata che voleva diventare un tartufo…” o della celebre ed essenziale versione della “Triglia alla Livornese”, era dietro l’angolo dopo le tre stelle Michelin e la costante presenza tra i più importanti concorsi internazionali. Altri tre ristoranti italiani si sono piazzati tra i primi 50: al 17esimo posto il Piazza Duomo ad Alba (Cuneo), tre stelle Michelin con ai fornelli il giovane chef Enrico Crippa; al 39esimo posto c’è il tre stelle Michelin di Max Alajmo de Le Calandre a Rubano (Padova); al 46esimo il due stelle Michelin Combal Zero di Davide Scabin a Rivoli (Torino). Nella top ten dei World’s 50 Best Restaurants va sottolineato l’arretramento al 4 posto del Noma di Copenaghen – vincitore nel 2014 e terzo l’anno scorso -; poi il robusto avanzamento dello Steirereck dello chef Heinz Reitbauer a Vienna che si piazza al nono posto; e la conferma dei soliti noti come il Central di Lima (Perù) al quarto posto, e del Mugaritz di Andoni Luis Aduriz  a San Sebastian piazzatosi dal sesto al settimo posto. Il Narisawa di Tokyo diventa il miglior ristorante asiatico, mentre il Test Kitchen di Cape Town in Sud Africa è il migliore del continente africano. Almeno due le new entry il Cove Club di Londra e il Tim Raue di Berlino, il ristorante dell’omonimo chef 42enne tedesco di Rudi-Dutschke-Straße che sta diventando una delle nuove mete europee più trendy. Per chi infine volesse festeggiare il grande risultato, pasteggiando all’Osteria Francescana tra i 12 tavoli a disposizione, diverse tipologie di menù e piatti a scelta con una media di 180/200 euro a pasto, bisogna attendere un poco: sito web in tilt, telefono staccato e per esperienza diretta durante l’inverno scorso l’attesa era almeno di un mese e mezzo per ottenere un tavolo per due persone.