Confermato il ritrovamento delle scatole nere del volo Egyptair precipitato nelle prime ore di giovedì 19 maggio nel Mediterraneo con 66 persone a bordo. Fonti governative egiziane citate dalla CBS News avevano riferito del ritrovamento dei dispositivi insieme ai primi resti del velivolo nel tratto di mare dove venerdì erano stati avvistati dalle forze egiziane, a 180 miglia (295 chilometri) a nord di Alessandria, i primi resti, oggetti personali, bagagli e sedili del volo MS804, mostrati poi su Twitter dal portavoce dell’esercito egiziano Mohamed Samir. Un alto funzionario del ministero dell’aviazione egiziano aveva successivamente smentito il ritrovamento, ma il governo egiziano ha dato la conferma ufficiale.

Nel frattempo si apprende che prima che l’aereo precipitasse al suo interno si erano sviluppate fiamme e fumo. Lo hanno confermato gli investigatori francesi, secondo cui a segnalarlo sono stati diversi rilevatori presenti sul velivolo. Le cause restano però incerte: la novità non aiuta dunque a chiarire se l’ipotesi di un atto di terrorismo sia fondata. Il portavoce dell’agenzia francese per le indagini sugli incidenti aerei, Sebastien Barthe, ha detto che il sistema automatico di segnalazione a bordo ha inviato messaggi indicando la presenza di fumo, pochi minuti prima che l’aereo scomparisse dal radar. I messaggi, sostiene Barthe, “indicano generalmente l’inizio di un incendio“. “Non traiamo nessuna conclusione da quest’ultima notizia. Il resto sono congetture“, ha aggiunto. Anche The Aviation Herald, sito web specializzato in sicurezza del settore aereo, riporta che il sistema di comunicazione Acars (Aircraft Communications Adressing and Reporting System), che invia messaggi automatici al centro di manutenzione informando sullo stato del dispositivi, “indicava fuoco a bordo”. I messaggi inviati infatti mostrano che vi erano “fumo in bagno” e anche “nei sistemi elettronici dell’aereo prima dell’incidente.

“Si era sviluppato un incendio a bordo. Il sistema ha inviato messaggi molto chiari, c’era fumo nelle toilette”, poi, un minuto dopo anche in cabina, spiega l’esperto Tim van Beveren in una intervista alla Deutsche Welle che ha rilanciato la notizia. “Stiamo studiano questa notizia, a questo punto non posso né confermarla né smentirla”, ha detto una fonte dell’aeronautica egiziana.