“Vi domanderete adesso: Matteo, tutto bene? Sei sicuro che il ‘nemmeno troppo’ caldo non faccia danno anche a te? Sto benissimo, tranquilli. È che sono proprio convinto: davanti alla guerriglia senza frontiere, davanti alla follia delle minacce, l’unica soluzione è non inseguirli. Lasciarli divertire con la battaglia nel fango, se vogliono. E continuare a parlare di cose vere, serie, grandi”. E’ un Matteo Renzi da battaglia, quello che scrive nella sua E-News il giorno dopo la direzione Pd segnata dal dibattito sulle riforme, dove il segretario e i suoi fedelissimi hanno dato il via alla campagna per il referendum costituzionale. Il premier attacca tutti gli avversari politici, dal Movimento 5 Stelle, che nei sondaggi per la prima volta supera il Pd, a Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Ma soprattutto torna sulla madre di tutte le battaglie, il referendum costituzionale di ottobre, sulla quale si gioca la faccia.

Da qui al referendum “saranno cinque mesi di dialogo intenso con i cittadini. E alla fine vedremo chi sta con il popolo e chi nuota solo nell’acquario della politica politicante, fatta di talk, tv e autoreferenzialità. La sovranità appartiene al Popolo. Il referendum ci dirà se la gente vuole cambiare davvero o si accontenta del solito sistema istituzionale bloccato di questi anni. Io sono in campo, ma la differenza potete farla solo voi”. Renzi tira in ballo anche uno dei maggiori sponsor delle riforme, l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano: “Da questa partita dipende, come ha spiegato bene il presidente emerito Napolitano, il futuro del nostro Paese. Nessuno si senta escluso: abbiamo bisogno di tutti e di ciascuno”.

Poi l’attacco a chi si oppone alle riforme che portano la firma del ministro Maria Elena Boschi. “A leggere alcune dichiarazioni politiche sembra proprio che a qualcuno sia scappata la frizione“. Il premier-segretario ce ne ha per tutti, da Luigi De Magistris al M5s. “Il sindaco di Napoli mi insulta e minaccia con volgarità indegne di un uomo pubblico. I Cinque stelle equiparano il Pd alla mafia, cercando in tutti i modi di oscurare il proprio atteggiamento incoerente sulla vicenda del sindaco di Livorno“. Filippo Nogarin, infatti, risulta indagato per bancarotta fraudolenta, abuso d’ufficio e falso in bilancio.

Infine, l’affondo al centrodestra: “Berlusconi dice che con queste riforme saremo al regime, ignorando che le ha votate anche lui fino al momento dell’elezione di Mattarella. Salvini accusa il Colle e palazzo Chigi di avere le mani sporche di sangue per gli immigrati. Davanti a tutto questo scintillare di insulti e accuse, qual è la parola che usiamo per rispondere? Una sola. La parola è bellezza“.