I contrari al ddl sulle Unioni civili non partecipano al voto finale in commissione Giustizia alla Camera per protestare contro l’ipotesi paventata da Matteo Renzi di mettere la fiducia sul provvedimento. Hanno aderito Forza Italia, Nicola Molteni della Lega Nord, Alessandro Pagano di Ap, Gianluca Gigli di Cd ed Eugenia Roccella del gruppo Misto.

Intanto l’Aula ha approvato la mozione di Area popolare sull’utero in affitto con l’astensione del Pd e del M5s sulla premessa. Il testo impegna il governo a “dare attuazione alla risoluzione del Parlamento Ue in cui si condanna la pratica della maternità surrogata che mina la dignità umana della donna, visto che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usate come una merce e si afferma che la pratica della maternità surrogata, che implica lo sfruttamento riproduttivo e l’uso del corpo umano per profitti finanziari o di altri tipo in particolare il caso delle donne vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo, sia vietato e trattato come questione di urgenza per gli strumenti per i diritti umani”. Il governo è, poi, impegnato “ad attivarsi per il pieno rispetto da parte dei Paesi che ne sono firmatari delle convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino e a promuovere iniziative che conducano al riconoscimento del diritto dei bambini alla loro identità personale ed alla loro tutela”.

Per quanto riguarda invece il provvedimento per le Unioni civili approvato dal Senato nei mesi scorsi, la commissione Giustizia ha già concluso la scorsa settimana il voto degli emendamenti, che sono stati tutti respinti. In questi giorni sono arrivati i pareri delle altre Commissioni e nella seduta del primo pomeriggio sono state fatte le dichiarazioni di voto, mentre il voto finale vero e proprio (il mandato al relatore) avverrà dopo la seduta dell’aula, verso le 19,30 del 4 maggio. “Ho annunciato assieme al collega Carlo Sarro”, ha detto l’azzurro Antonio Palmieri, “che Forza Italia voterà contro il provvedimento e non parteciperà al voto del mandato al relatore, per protesta contro l’imposizione della fiducia. Questo è il primo governo che mette la fiducia sui temi etici, espropriando la Camera della possibilità di discutere e votare liberamente e i cittadini di rendersi conto di quanto sta avvenendo. Renzi scardina l’assetto millenario della società senza colpo ferire”.