C’è un’altra Austria in campo, contro lo spirito difensivo e arroccato che ha portato il governo di Vienna alla chiusura verso i profughi, alla “Obergrenze” , quota limite preventiva agli ingressi (ma la parola può avere anche il doppio significato di “superconfine”). I cantieri al Brennero per eventuali muri anti-migranti sono stati interpretati da tutti gli osservatori come una mossa del governo socialdemocratico-democristiano per cercare di contenere la crescita elettorale della destra, del FPO ( alleato di Front National e Lega Nord). Ma nell’elettorato è in atto anche una spinta ben diversa e al primo turno delle presidenziali, in programma per domenica 24 aprile, il candidato che secondo i sondaggi arriverà primo è il verde Alexander Van der Bellen.

Seguito da Norbert Hofer del Fpo, con il quale dunque si dovrebbe poi giocare il ballottaggio, lasciando fuori gli esponenti presentati dai due storici partiti di governo dell’Austria. Oltre il 40 % dei giovani sotto i 30 anni, sempre secondo i sondaggi, è già con Van der Bellen al primo turno. L’ ex portavoce dei Verdi è un professore di 72 anni, che si presenta in modo pacato e riflessivo: “Compito del presidente della Repubblica è far da tramite, compensare, al di sopra delle appartenenze di partito”. Ma si pone innanzitutto come punto di riferimento dell’Austria democratica e aperta: “Porre una Obergrenze, una quota limite alle persone che fuggono dalla guerra e dalla tortura e chiedono asilo è contro la legge. E’ in contrasto con la carta dei diritti umani, con la convenzione per i diritti umani europea e la convenzione sui rifugiati di Ginevra.”

Van der Bellen per allargare i consensi e porsi come uomo del dialogo si è presentato come indipendente (e ha quindi dovuto raccogliere le firme) pur godendo dell’appoggio incondizionato dei suoi Verdi. Era stato tra il 97 e il 2008 il principale protagonista del radicamento politico dei Gruene in Austria ( paese dove non c’è una forza di sinistra al di là dei Verdi o dei Socialdemocratici), unendo saldezza di principi e pragmatismo riformista. In alcuni laender ( regioni) i Verdi sono al governo coi socialdemocratici, in altre coi democristiani, a livello nazionale sono sempre stati all’opposizione.

Van der Bellen assomiglia a Winfried Kretschmann, rieletto in Germania alla guida del Baden Wurtenberg, a Daniel Cohn Bendit, a Joschka Fischer, ad altri politici Verdi piò o meno settantenni dell’Europa Centrale. Per quali ragioni si prevede che possa avere tra il 22 e il 25% dei voti, quando il massimo storico del suo partito è stato il 14,5 delle europee del 2014? “Perché è un politico onesto, perché riflette prima di parlare”, spiega Christine Baur, assessora regionale tirolese alla Protezione Sociale ed esponente dei Verdi. Come molti altri, Baur apprezza il fatto che Van der Bellen spesso pensa per qualche secondo prima di rispondere alle domande: “E’ una persona pacata, coraggioso nei tempi nuovi come dice il suo slogan (“Mutig in die neuen zeiten“), sicuramente impegnato per le frontiere aperte e per i diritti umani.”

Christine Baur è stata a Trento alla riunione congiunta del Land di Innsbruck con le province di Bolzano e Trento, la “Euregio”. Sono tutti compatti nel difendere la libera circolazione al Brennero, indispensabile alle economie locali innanzitutto. ” Credo che il governo di Vienna sottovaluti l’importanza del Brennero e non capisca, o finga di non capire le ragioni della spinta dei profughi. Per fortuna sembra che stia facendo marcia indietro”. I tre consigli riuniti a Trento hanno approvato una mozione per l’accoglienza e la gestione europea dei profughi contro ogni chiusura del Brennero.

Chiedo a Christine Baur cosa succederà in caso di ballottaggio in Austria tra Van der Bellen e Hofer, il giovane della destra populista considerato molto comunicativo : “Sarà uno scontro tra la forza della ragione e la forza parolaia.” Ma i suoi colleghi democristiani del Land Tirolo cosa voteranno? “Penso proprio che voteranno per Van der Bellen.”